La pronuncia della Commissione per la regolamentazione del mercato

Gli 80 euro di adeguamento deposito cauzionale che Umbra acque si è finora riservata di addebitare alle utenze al primo ritardo di pagamento è «vessatorio» e «manifestamente eccessivo». A pronunciarsi sull’illegittimità delle clausole contrattuali è stata la Commissione per la regolamentazione del mercato chiamata ad esprimersi dal Movimento consumatori di Perugia. Ergo: controllate le bollette perché la somma non è più dovuta.

Bastava un pagamento in ritardo Arriva dopo una lunga procedura il successo del lavoro delle associazioni a difesa dei consumatori, assistiti in tutto questo dagli avvocati Alessandro Fratini e Federico Muzzi che hanno contestato alcuni articoli del Regolamento del Servizio idrico integrato in vigore nei territori dell’Ati 1 e 2. Al centro della vicenda c’è l’adeguamento del deposito cauzionale, pari ad 80 euro, che, secondo i contratti, Umbria acque avrebbe potuto addebitare all’utente in caso di un semplice ritardo nei pagamenti. In sostanza, sarebbe bastato dimenticare di pagare una bolletta o farlo con qualche giorno di ritardo per fare lievitare i costi.

Clausole «vessatorie» Il Movimento consumatori di Perugia, valutando come illegittima la clausola inserita nei contratti da Umbra acque ha avviato, insieme ad altre associazioni, una procedura di verifica. E venerdì la Commissione per la regolamentazione del mercato gli ha dato ragione confermando il carattere «vessatorio» e «manifestamente eccessivo» della clausola in questione, intimando alla Umbra Acque Spa di provvedere ad adottare tutte le misure per adeguarsi alla predetta pronuncia.