di Francesca Marruco
Aveva approfittato della fiducia che il bambino riponeva in lui che era un amico dei suoi genitori nonché un vicino di casa. Lo aveva invitato a salire nella sua auto, lo aveva portato in campagna in un posto isolato e aveva abusato sessualmente di lui. Dopo l’arresto aveva subito dichiarato di essersi pentito del suo gesto. Martedì pomeriggio, il 56enne di Umbertide, è stato condannato alla pena di due anni e sei mesi con rito abbreviato.
Il risarcimento L’uomo, difeso da David Brunelli, è stato anche condannato a risarcire ulteriormente la vittima a cui ha già versato una cifra che si aggira sui 40 mila euro. All’imputato, il giudice Carla Maria Giangamboni ha concesso le attenuanti generiche visto che si trattava di incensurato e anche forse per il percorso di recupero intrapreso subito dopo. L’accusa in aula è stata rappresentata dal pubblico ministero Paolo Abbritti.
Ha cambiato casa L’uomo, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, è stato profondamente sostenuto dalla sua famiglia nel percorso di recupero che ha affrontato. Decisivo, probabilmente, per ottenere una pena più leggera. Dopo il terribile episodio di violenza l’uomo si era trasferito non rimanendo ad abitare vicino al bambino.
Aveva denunciato tutto il bambino Era stato proprio il bambino di undici anni a raccontare tutto ai genitori non appena l’uomo lo aveva riportato nei pressi di casa sua nel marzo dello scorso anno. Era stato il piccolo a raccontare l’orrore ai poliziotti del commissariato di Città di Castello che poche ore dopo lo avevano arrestato.

