di M.T.

C’è un pezzo di aereo, ci sono due testimoni, una borsa e una foto. E’ quanto a disposizione di chi sta investigando sulla sparizione dei due passeggeri di un velivolo ultraleggero, partito dall’Umbria, dal Trasimeno dove era in corso il meeting di Primavera, e diretto a Nicotera in Calabria, di cui all’improvviso non si è avuto più traccia.

Ricostruzione Un pezzo di aereo che confrontato con il luogo del ritrovamento e con lo studio delle correnti potrebbe aiutare le ricerche nella  geolocalizzazione del velivolo, della sua cabina, all’interno della quale potrebbero trovarsi i corpi dei due appassionati di volo. Si tratta del pilota 56enne Giuseppe De Maggio, di Catania, rappresentante d’abbigliamento con la passione del volo e Rossella Gimigliano di 53 anni, residente a Lamezia, responsabile dell’amministrazione di una azienda di corrieri.

Le indagini e le ricerche Di elementi certi fondamentalmente ci sono la parte di aereo ritrovata a tre miglia dalla costa cilentana, nell’area di Pollica Acciaroli, a nord di Palinuro e a sud di Agropoli e la foto che Rossella ha inviato tramite Whatsapp alla sorella, dai cieli di Procida, poco prima della sparizione del segnale radio. Il resto sono ipotesi che gli inquirenti devono confermare. Come una presunta borsa ritrovata in mare – riportata da alcuni giornali locali – che potrebbe essere riconducibile ai due dispersi e la testimonianza di due donne inglesi che avrebbero visto – sempre stando a quanto riportano alcuni giornali locali – l’ultraleggero precipitare in mare dalla terra ferma e precisamente da Castellabate.

Castellabata sarebbe anche l’ultimo luogo nel quale il telefono dei due avrebbe agganciato la cella telefonica, poco dopo avere agganciato quella di Salento, altra località cilentana. Intanto continuano le ricerche che vedono impegnati volontari insieme alle forze dell’ordine alla guardia costiera (che ha trovato una parte del velivolo, ovvero il pattino di atterraggio) e ai vigili del fuoco.

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