di Chiara Fabrizi
È programmata per venerdì mattina l’udienza di convalida del fermo di Dmytro Shuryn, il cuoco ucraino di 33 anni accusato dalla Procura di Spoleto dell’omicidio, della distruzione e dell’occultamento di cadavere di Bala Sagor, per tutti Obi, il suo ex collega bengalese di 21 anni scomparso giovedì 18 settembre e ritrovato morto e fatto a pezzi lunedì sera in una sacco della spazzatura gettato dietro ai giardini pubblici di via Primo maggio.
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Nelle ultime ore Shuryn, che si trova nel carcere di Maiano (Spoleto) dalle 3 del mattino di giovedì, ha anche deciso di affidarsi a un diverso avvocato difensore e ha nominato Donatella Panzarola del foro di Perugia, che in sede di convalida del fermo incontrerà per la prima volta il 33enne ucraino. L’indagato martedì 23 settembre, quando è stato portato in caserma dopo gli accertamenti scientifici nel suo appartamento di via Pietro Conti e il conseguente sequestro, non ha risposto alle domande degli inquirenti.
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Non è chiaro, invece, se lo abbia fatto la notte successiva, quando è stato portato in Procura a Spoleto ed è poi scattato il suo fermo, mentre viene confermato che il giovane in quella sede non ha confessato il delitto. Il provvedimento di fermo, come già emerso, è scattato a suo carico dopo che dalle immagini di videosorveglianza gli inquirenti hanno visto un uomo, che per loro è l’indagato, girare con la bici di Obi nell’area tra la casa di Dmytro e il luogo del ritrovamento dei resti del 21enne bengalese. Un tassello che ha portato alla svolta nelle indagini, nell’ambito delle quali era già emerso che la vittima sarebbe dovuta andare a casa dell’indagato la mattina della sua scomparsa.
