Un cacciatore di 54 anni è morto oggi pomeriggio raggiunto da un colpo di fucile durante una battuta al cinghiale a Guadamello di Narni. L’uomo, originario di San Vito, è stato colpito al petto da un colpo di fucile che sarebbe partito da un altro cacciatore che si trovava nella zona. Inutili i soccorsi. Sull’episodio sono comunque ancora in corso indagini dei carabinieri.
La terza vittima in venti giorni Il cacciatore morto oggi nel Narnese è la terza vittima in circa 20 giorni, in Umbria, durante battute di caccia al cinghiale. Sabato scorso un uomo era morto nella zona di Valtopina, dopo essere stato colpito al torace da un colpo di fucile esploso da un compagno di caccia che lo aveva scambiato per un cinghiale. Un altro altro incidente analogo si era verificato lo scorso 4 novembre a Pompagnano, nei pressi di Spoleto. Anche in quel caso un cacciatore sessantenne era stato scambiato per un cinghiale da un suo compagno di caccia e, raggiunto da due fucilate, era morto dopo circa un’ora.
I cacciatori: si rispettino le regole Ieri le associazioni venatorie umbre, in un comunicato congiunto, avevano sollecitato un rigoroso rispetto delle norme per evitare questi tragici episodi. «Il mondo venatorio – si affermava, tra l’altro, nel comunicato di Fidc, Anlc, Enalcaccia, Anuu e Arcicaccia – già pesantemente attaccato da chi rifiuta eticamente e preconcettualmente la caccia», deve trovare «unitariamente le giuste soluzioni, a maggior ragione se le cause di quanto avvenuto fossero da addebitare all’imperizia o alla scarsa conoscenza delle più elementari norme di sicurezza». In Umbria, nel gennaio scorso, un cacciatore era morto, nel comune di Cerreto di Spoleto, per un colpo partito dal proprio fucile. Risale invece all’8 dicembre dello scorso anno un altro incidente mortale, avvenuto a Pierantonio, nei pressi di Umbertide, durante una battuta di caccia in cui uno dei cacciatori aveva scambiato il compagno per un cinghiale.
L’assessore Cecchini: ci vuole responsabilità Chiede ai cacciatori «più senso di responsabilità e serietà», l’assessore regionale alle politiche agricole e alla caccia, Fernanda Cecchini, commentando i recenti incidenti avvenuti durante battute al cinghiale. «Troppi morti – ha affermato l’assessore – qui c’è qualcosa che non funziona. Intanto la caccia deve essere vissuta come uno svago, come un momento per stare in contatto con la natura, come una giornata in tranquillità e non come un momento che provoca la morte. Laddove succedono queste cose evidentemente c’è superficialità, c’è un non rispetto di quelle regole severe che soprattutto per quanto riguarda la caccia al cinghiale vanno rispettate. Quindi penso che il mondo venatorio – ha concluso l’assessore – dovrà riflettere intorno a questi eventi. Si deve continuare ad andare a caccia, ma con più senso di responsabilità e serietà».
