di Francesca Marruco
E’ iniziato l’ultimo viaggio di Raffaella. Quello che la porterà in Puglia, nella sua San Donaci, in cui martedì pomeriggio alle 15 verranno celebrati i suoi funerali nela chiesa di San Luigi. La salma della povera mamma, uccisa a fucilate dal marito Francesco Rosi, è stata restituita ai familiari dopo che il medico legale Laura Paglicci Reattelli ha terminato gli ultimi esami sul corpo della donna. In quegli stessi momenti, in un’aula del tribunale dei minori tutti i parenti rimasti al piccolo di sei anni, erano riuniti davanti ad un giudice che ne deciderà il destino.
«NESSUNA DENUNCIA O MI AMMAZZA»
Minori C’erano la zia paterna, a cui il bambino è stato affidato dal padre omicida poco dopo aver ucciso la madre, c’erano la zia materna, la gemella di Raffaella e i genitori della 40enne. Tutti – secondo quanto emerge, srebbero stati concordi nel trovare una soluzione condivisa per il prossimo futuro di un bambino che certamente avrà un lungo cammino dinanzi a sé prima di ritrovare un po’ di serenità. E quindi, intanto il bambino è stato temporaneamente affidato alla zia materna.
VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO FATTA DAI CARABINIERI
VIDEO: ROSI VIENE PORTATO VIA DAI CARABINIERI
Funerali La salma della povera Raffaella invece verrà esposta in una camera ardente martedì mattina alla casa comunale di San Donaci, prima di proseguire per la chiesa e poi il cimitero. Il medico legale Laura Paglicci Reattelli – nominata dalla procura – ha voluto eseguiri tutti gli esami del caso, per non lasciare nulla all’interpretazione. E’ così che è stata appurata la frattura del timpano, così che è stata appurata anche l’esistenza di ferite pregresse, contusioni principalmente. Segni che potrebbero testimoniare quella violenza a cui Raffaella è stata sottoposta nei mesi precedenti al suo omicidio.
FOTOGALLERY: UL LUOGO DEL DELITTO
VIDEO: LA CASA DEL DELITTO
Ricostruzione Il medico legale poi dovrà cercare, insieme ai carabinieri della scientifica, di ricostruire la dinamica del delitto partendo anche dal tramite dei due colpi di proiettile e dal segno lasciato, che consente di stabilire la distanza da cui il proiettile è stato esploso. Intanto, anche sul fronte testimoni, i carabinieri della compagnia di Perugia continuano ad ascoltare tutti coloro che possono aver avuto informazioni sulla tragica vicenda.
