Riccado Fiaschini, immagine tratta dal sito dell'Istituto nazionale familiari vittime della strada

di Fra. Mar.

Sei anni e due mesi. E’ questa la pesante condanna richiesta dal pubblico ministero per Ioan Munteanu, il 47enne rumeno che il 13 luglio del 2009 travolse e uccise il 17enne Riccardo Fiaschini a Pesciano di Todi e ferì gravemente un altro quindicenne a bordo di un’auto senza aver mai preso la patente, ma solo con il foglio rosa e con un tasso alcolico di 1,54. Nella requisitoria di lunedì pomeriggio il pm Proietti ha addossato esclusivamente la colpa dell’incidente all’imputato. Guidava un’automobile vecchia, malandata e con le ruote lisce, con cui correva a 30 chilometri orari più del dovuto.

La famiglia La famiglia del giovanissimo Riccardo Fiaschini ritiene «significativa» la richiesta di pena avanzata dal pm. Ma il padre Marcello Fiaschini, che è anche un membro dell’associazione italiana vittime della strada, ci tiene a sottolineare che « per la fattispecie di cui stiamo parlando, è previsto un massimo di dieci anni (4 più di quelli chiesti dal pm), con possibilità di triplicare la pena se (come in questo caso), oltre alla persona deceduta» e in ogni caso, il disegno di legge dell’omicidio stradale ipotizza una pena minima di 8 anni. «Troppo spesso – aggiunge il signor Fiaschini – sono state emesse troppe sentenze buoniste nei confronti dei criminali stradali nonostante la gravità dei reati commessi, gravità enorme come nel caso della morte di mio figlio».

In aula Lunedì pomeriggio anche i difensori rappresentanti delle parti civili costituite, (i genitori, il fratello e lo zio) David Zaganelli e Giovanna Bagianti hanno concluso evidenziando la responsabilità esclusiva dell’imputato nella dinamica dell’incidente mortale, chiedendo provvisionali adeguate. Nel processo poi si era costituita parte civile anche l’Associazione Vittime della Strada, il cui avvocato, Cesari, ha chiesto la condanna dell’imputato.

Arrestato e scarcerato Ioan Munteanu era stato arrestato subito dopo l’incidente, nella stessa notte, per omicidio colposo aggravato, perché guidava senza patente e perché era ubriaco, ma era stato rilasciato poche ore dopo perché il pm Gabriele Paci aveva ritenuto che ci fosse una carenza dei presupposti di legge per chiedere anche solo la convalida dell’arresto al gip. Quella decisione aveva causato fortissime polemiche in tutta Italia, tanto che finì anche al centro di una interpellanza parlamentare. La sentenza potrebbe arrivare già il 29 maggio prossimo.

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