Assisi e il territorio del Subasio sono in lutto per la scomparsa di Giovanni Raspa, figura storica legata alle tradizioni cavalleresche e tra i principali promotori della Cavalcata che rievoca il ritorno di San Francesco da Nocera verso la città serafica. Ha diffuso la notizia Assisi News con un articolo di Flavia Pagliochini.

Secondo quanto reso noto dal quotidiano on line un passante avrebbe notato un cavallo senza guida e avrebbe lanciato l’allarme, poco dopo il corpo di Giovanni Raspa è stato trovato nelle vicinanze. Le forze dell’ordine hanno compiuto i rilievi del caso e continuano nella ricerca delle cause del decesso. Ma una prima disamina lascia pensare all’ipotesi di un malore.

Raspa era Conestabile della Compagnia dei Cavalieri di Satriano e per decenni ha rappresentato uno dei punti di riferimento nell’organizzazione della rievocazione storica che ogni anno ripercorre i luoghi attraversati dal Poverello d’Assisi nel suo rientro. Un’iniziativa che nel tempo ha assunto un forte valore identitario per la comunità locale, intrecciando memoria religiosa, storia e partecipazione popolare.

Legato profondamente al territorio, Raspa aveva sempre raccontato il suo rapporto con il Monte Subasio come un legame diretto e quotidiano. «Sono nato qui e conosco metro per metro il Subasio», diceva in una delle sue testimonianze. Un legame che si rifletteva anche nella conoscenza dei luoghi e delle tradizioni tramandate nel tempo.

Ricordando le origini della manifestazione, spiegava come la rievocazione fosse stata recuperata nel dopoguerra da alcune famiglie della zona di Colle del Paradiso, inizialmente in forma semplice e a piedi. Poi, a partire dal 1980, la svolta con l’introduzione della cavalcata a cavallo, che ha dato nuova struttura e continuità all’iniziativa. «Partiamo la mattina e rientriamo a notte», raccontava, sintetizzando la durata e l’impegno di una giornata che per lui rappresentava molto più di una rievocazione: un rito collettivo e identitario.

Con la sua scomparsa, la comunità di Assisi perde una delle figure che hanno contribuito in modo decisivo a mantenere viva una tradizione che unisce devozione francescana e memoria storica del territorio.

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