di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice
Completamente isolati tra i campi trasformatisi in lago nel giro di 24 ore. Può raggiungere la prima strada praticabile solo dopo aver percorso a bordo del proprio trattore circa 800 metri, Marco Dominici, 39 anni, titolare di un’azienda agricola tra Cannaiola e Casco dell’Acqua (Trevi), ma anche padre di quattro figli, il più piccolo di un anno e mezzo il maggiore di 7, tutti bloccati in casa con lui, in attesa che il maltempo si allontani dall’Umbria.
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Quarta esondazione in un anno Dominici nella notte tra lunedì e martedì ha già perso due agnellini, morti affogati nella stalla dove è entrato mezzo metro di acqua. E ora è preoccupato per le sorti delle 250 pecore e il futuro dell’azienda in cui è nato e cresciuto, mentre preferisce non pensare a un’improvvisa necessità dei figli «perché – dice – ci dovrebbero venire a prendere con l’elicottero». Qui, ai piedi del bel borgo umbro, a esondare è stato il Fiumicella, corso d’acqua che scorre parallelo al Marroggia e che, solo negli ultimi 12 mesi, ha rotto gli argini per ben quattro volte, allagando la ventina di ettari del giovane agricoltore.
Da mesi aspetta 22 mila euro da Regione, azienda a rischio chiusura Secondo Dominici, ma anche a sentire molti altri, all’origine della pesante criticità ci sarebbero alcuni recenti lavori di incanalamento delle acque, ma non è chiaro quale Ente li abbia compiuti. Fatto sta che tra la fine del 2012 e tutto il 2013 i terreni di questa zona sono stati flagellati dagli allagamenti. «Ormai sono costretto a chiudere l’azienda – spiega a Umbria 24 Marco – con l’alluvione del novembre scorso ho riportato danni ingenti, alcuni ammessi a rimborso, devo riscuotere dalla Regione 22 mila euro che mi permetterebbero di rimettermi in sesto, ma nonostante siano stati stanziati a marzo io di quei soldi non ho visto un centesimo e ora con questa nuova esondazione sono punto e daccapo».
Colture tutte da buttare Marco ha seminato foraggi per pecore e agnelli, ormai inutilizzabili come gran parte delle coltivazioni invernali avviate. «È tutto da buttare, ma sono preoccupato per stanotte perché il Fiumicella continua a esondare e prevedo che il livello degli allagamenti possa aumentare di un altro mezzo metro».
