di Ivano Porfiri e Daniele Bovi
C’è già un fascicolo aperto alla procura di Terni sul deragliamento del treno della Ferrovia centrale umbra, avvenuto mercoledì mattina poco prima delle 8 vicino Acquasparta. Titolare delle indagini il sostituto procuratore Elisabetta Massini. Da quanto trapela in ambienti giudiziari si tratta di un atto dovuto, necessario alla ricostruzione puntuale dei fatti. Il primo passo sarà l’accertamento delle cause dell’incidente, che la procura diretta da Fausto Cardella vaglierà, si presume, in parallelo a un’indagine interna da parte dell’azienda.
Le ipotesi di reato Nei prossimi giorni sarà anche chiara l’ipotesi di reato per la quale si intende procedere. Da una prima lettura dei fatti, si ritiene in procura, il fascicolo potrebbe contenere le ipotesi di disastro colposo e di disastro ferroviario, specificamente previsto dal codice.
Le cause Al momento l’ipotesi che sembra trovare maggiore credito è quella di un problema ai binari, forse legato a un piccolo cedimento della massicciata come già avvenuto in passato nella stessa zona. Sempre stando alle prime ricostruzioni anche il vagone sembra essere tecnicamente a posto. Mercoledì mattina, ad Umbria24.it, Gianni Martifagni della Fit Cisl aveva proprio avanzato questo tipo di ipotesi per spiegare l’incidente, denunciando insieme agl ialtri sindacati la scarsa manutenzione, tra i motivi dello sciopero di oggi indetto dai lavoratori della Fcu.
Un forte rumore, poi nulla «Ricordo un forte rumore – riferisce uno dei passeggeri -, poi nulla, ed il treno che si è inclinato». Il convoglio, in particolare, dopo essere passato dalla stazione di Casigliano, stava entrando nel centro abitato della frazione di Acquasparta a velocità normale, quando dopo essere deragliato, ha proseguito la corsa per un centinaio di metri sfiorando, come riferisce l’Asca, due palazzine vicine alla ferrovia, nelle quali abitano cinque famiglie (una quindicina di persone compresi quattro bambini) per essere parzialmente contenuto da un palo della linea elettrica ed arrestarsi contro una recinzione.
Lignani: conseguenze potevano essere più gravi Intanto sull’incidente di mercoledì mattina si muove la politica, con il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani che, oltre ad aver annunciato di aver depositato un’interrogazione a risposta immediata, sostiene come «potevano esserci conseguenze ben più gravi: è andata bene, ma emergono inquietanti interrogativi sulla sicurezza della linea e sugli investimenti nella ex Fcu». Il consigliere sottolinea poi di essere stato «facile ed inascoltato profeta» per quanto concerne «la forte penalizzazione del ferro», escluso dal cda dell’azienda unica dei trasporti.
Il trasferimento dei fondi «Come si ricorderà – spiega Lignani Marchesani – le casse della Fcu videro nel corso del 2010 un trasferimento di fondi per un milione di euro verso la mobilità alternativa di Spoleto come a suo tempo sottolineai in un’apposita interrogazione. L’assessore Rometti, non più tardi dello scorso 12 ottobre, replicò dichiarando che in un’Azienda unica i fondi debbono andare dove servono al momento. L’incidente di questa mattina – aggiunge – dimostra come la ex Fcu necessitasse di quei fondi e come occorra una più puntuale manutenzione non solo per essere più competitiva come vettore, ma anche e soprattutto per garantire elementari standard di sicurezza».
Rometti: abbiamo fatto rilevanti investimenti Ed è proprio sulla questione dei fondi che interviene l’assessore regionale ai Trasporti Rometti che ha sottolineato come la Regione Umbria, «subentrando allo Stato nella gestione della Fcu, ha fatto rilevanti investimenti per accrescere ulteriormente la sicurezza del servizio di trasporto ferroviario della Fcu». Investimenti che hanno riguardato la chiusura di molti passaggi a livello incustoditi e «interventi sulla sede dell’infrastruttura per il consolidamento della sede ferroviaria che consentono di migliorare sia la sicurezza della circolazione che la sua regolarità». L’assessore poi ha voluto ricordare come dopo l’incidente di mercoledì la Regione «si è subito attivata per conoscere cause e dinamica del deragliamento». «Sull’incidente – prosegue – è stata attivata anche una verifica interna da parte dell’azienda, in stretto rapporto con la Regione e con gli uffici competenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti».

