Carabinieri in azione (foto archivio F.Troccoli)

di Enzo Beretta

Torna in carcere Maaloul Nabil, il marocchino fermato per errore ad ottobre con l’accusa di aver commesso lo scippo mortale del pensionato Loredano Maranini in via della Pallotta. Nabil, definito dal giudice che lo ha subito scarcerato uno «spacciatore di un determinato calibro», stava scontando un periodo agli arresti domiciliari per vecchi fatti droga. Recentemente però – si apprende in caserma – ha schiaffeggiato e preso a pugni la fidanzata romena finita in ospedale per le contusioni al viso e in altre parti del corpo.

La fidanzata e l’amica Stando alla ricostruzione dei fatti fornita dagli investigatori dell’Arma il giudice del tribunale di sorveglianza di Perugia ha convertito la detenzione domiciliare del maghrebino con il carcere. Ora lo straniero è nuovamente detenuto a Capanne dove era finito l’ultima volta – sottolineano i carabinieri – «a seguito delle dichiarazioni di alcuni testimoni presenti al momento dello scippo». In quella circostanza venne sentita anche un’amica di Nabil che fornì un alibi allo straniero, il quale ha ripetuto più volte di aver trascorso il pomeriggio del 4 ottobre in un bar di Elce a vedere Palermo-Roma in televisione. Stavolta la denuncia è arrivata da parte della compagna con cui convive.

Il giudice di sorveglianza Dal Comando provinciale spiegano che Nabil deve ancora da scontare un periodo in cella di due mesi e 23 giorni e che l’aggravamento della misura è stato disposto in seguito alla querela per lesioni presentata dalla donna picchiata. L’avvocato Donatella Panzarola però ha già anticipato che «la partita non è finita» in quanto si tratta di una sospensione e non di una revoca della misura alternativa. Entro le prossime settimane verrà fissata l’udienza dinanzi al magistrato di sorveglianza per la decisione.

L’INTERVISTA DI UMBRIA24 AL FIGLIO DELL’ANZIANO UCCISO ALLA PALLOTTA

Attesa per l’archiviazione Per quanto riguarda l’omicidio preterintenzionale del 72enne Maranini, invece, il legale attende la richiesta di archiviazione. Nel frattempo le indagini sono andate avanti e il Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Abdallah Ardouini, anch’egli marocchino, tradito dall’abbigliamento e dal mozzicone di una sigaretta nervosamente fumata alla stazione di Bologna.

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