di Francesca Marruco

Nonostante il volto coperto non hanno voluto correre rischi: hanno portato via anche i nastri delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.  Per legare i signori Bico hanno usato del nastro adesivo che si erano portati e che hanno toccato con i guanti alle mani, non lasciando quindi tracce. Per evitare che chi indaga potesse eventualmente risalire a loro tramite il Dna, hanno anche portato via i mozziconi delle sigarette che hanno fumato.

In mano ai banditi   L’imprenditore Luigi Bico, legato, picchiato, e rapinato nella sua villa di Todi martedì sera, ha definito questa esperienza «le due ore più drammatiche della vita». Lunghissimi minuti in cui i cinque banditi, secondo le vittime con accento dell’Est, hanno minacciato lui e la moglie con una pistola alla tempia per costringerli a dire dove fossero soldi, preziosi e armi. Li hanno fatti mettere in ginocchio e distesi a terra, inermi e indifesi con una pistola puntata alla testa.

Armati e spietati  Secondo quanto è stato possibile ricostruire, sul fatto stanno indagando i carabinieri della compagnia di Todi insieme a quelli del reparto operativo di Perugia,  coordinati dal pm di turno Antonella Duchini, i cinque rapinatori, armati di pistola, sarebbero entrati nella villetta di via S.Arcangelo a Todi intorno alle 18.30. Uno di loro ha forzato l’unica finestra senza grate, quella scorrevole del bagno sul retro, poi è entrato, ha bloccato la signora Mirella ed ha aperto la porta agli altri quattro. Mirella era sola in casa, intenta a preparare la cena al marito che in quel momento si trovava nella ditta di famiglia a Pian di Porto.

Niente antifurto  I cinque l’hanno subito immobilizzata e legata. E poi insieme a lei hanno atteso il rientro dell’uomo. Purtroppo in quel momento l’antifurto dell’abitazione non era stato attivato, proprio perché la donna era in casa. Inoltre i banditi hanno subito messo fuori uso i telefoni impedendo qualsiasi possibile contatto con l’esterno. Luigi Bico, 79 anni, è rientrato intorno alle 19.

Il rientro   Ha varcato l’ingresso di casa sua senza sospettare nulla. Addirittura sarebbe entrato da un cancello posteriore senza notare automobili o personaggi sospetti. Una volta dentro però ha trovato la moglie legata ed è stato subito anche lui bloccato dai rapinatori. Ha provato a reagire e lo hanno colpito in faccia. Con un oggetto contundente, poi con calci e pugni.

Il bottino  Bico e la moglie allora hanno indicato ai malviventi dov’era la cassaforte, la chiave per aprirla e l’armadietto blindato in cui hanno preso gioielli e armi, assecondando i cinque, senza incorrere in ulteriori e peggiori pericoli. Un bottino da oltre centomila euro in contanti, tre fucili, due pistole e alcuni gioielli. Poi si sono assicurati che i due anziani coniugi non potessero dare subito l’allarme, li hanno legati ad una sedia e imbavagliati in una camera da letto e se ne sono andati, non prima di aver mangiato quanto la donna aveva preparato per cena.  I resti del cibo sono al vaglio degli esperti.

L’allarme  I due anziani, sono riusciti a slegarsi e dare l’allarme tra le 20.30 e le 21.00. Prima il figlio, poi i carabinieri e il 118. Subito sono stati portati all’ospedale di Pantalla, poi l’uomo in quello di Perugia per un sospetto distacco della retina. Per entrambi un forte stato di choc che non andrà via con la dimissione dall’ospedale.

Quale difesa?  Per tutti gli altri resta lo sconcerto che stavolta il commando si è spinto in una zona residenziale alle sei di pomeriggio. Una zona in cui le villette sono tutte confinanti. In cui le persone vanno e vengono. Quasi continuamente. Dovevano avere studiato il colpo nei minimi dettagli. Con qualcuno che conosce troppo bene orari e abitudini dei Bico. E chissà che l’eccessivo scrupolo del portare via i nastri non nasconda qualcosa di più.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Todi, rapina da oltre centomila euro: rubati anche tre fucili e due pistole”

Comments are closed.