di Mar. Ros.
Dopo ‘Acciaio d’oro‘ e ‘Do ut des‘ una nuovo filone d’indagine si sarebbe aperto su Ast. Stavolta nel mirino degli inquirenti, le indagini sono coordinate dalla procura della Repubblica di Terni ed eseguite dagli agenti della Forestale, ci sarebbe il magazzino centrale dello stabilimento di viale Brin dove, ormai da 40 giorni, risultano bloccati due tir carichi di rottami ferrosi perché considerati sospetti.
‘Acciaio d’oro’ Di fatto dopo l’inchiesta del traffico di materiale ferroso, per gli inquirenti uscito illecitamente dal Centro di finitura di Ast e destinato a stabilimenti esterni, è come se le indagini non fossero mai finite. Stando a quanto filtrato, infatti, dopo ‘Acciaio d’oro’ non sarebbe mancato personale impiegato a vario titolo all’interno dell’acciaieria, ma anche in aziende dell’indotto, che avrebbe riferito agli inquirenti una serie di elementi su sui sono in corso accertamenti. Indiscrezioni su ‘operazioni e movimenti sospetti’ avrebbero cioè indotto la Procura ad aprire altri cassetti.
Forestale In questa fase le indagini starebbero interessando il magazzino centrale di viale Brin dove si stanno concentrando le attenzione della Forestale, che ha già firmato Acciaio d’oro e ‘Do ut des’ facendo emergere, secondo l’accusa, illeciti che hanno causato un danno economico all’azienda. Non è chiaro se per il nuovo filone d’inchiesta la procura abbia già proceduto a ipotizzare responsabilità, inviando avvisi di garanzia e formulando le prime contestazioni. Dopo le due inchieste dello scorso inverno, l’ad Lucia Morselli ha fatto scattare un giro di vita tra gli apicali del sito siderurgico di Terni procedendo a una riorganizzazione di quadri e dirigenti che potrebbe non essere conclusa.
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