Assemblea Ast Foto Marco Torricelli

di Marco Torricelli

Referendum in pericolo, forse, no. Ma certo è che il voto sull’accordo siglato al Mise per Ast non darà luogo ad un risultato plebiscitario.

LA VERTENZA AST

Le ditte esterne I lavoratori delle ditte esterne – Confindustria ha stimato che siano circa 1.200 a lavorare all’interno delle acciaierie ternane – sono sul piede di guerra. E i segnali che lanciano – le assemblee si concludono sabato sera e non sono filate via senza polemiche – non sono per niente incoraggianti.

L’assemblea Da venerdì circola un documento, durissimo, nel quale si annuncia l’organizzazione di un’assemblea straordinaria – per sabato prossimo, alle 14.30 – nel parcheggio antistante la portineria ‘Serra’ – nella quale «confrontarci in merito all’eventuale epilogo di una vertenza che – scrivono i lavoratori delle ditte esterne – non ci ha voluto come protagonisti, bensì come meri comprimari da sacrificare in nome del bene della fabbrica».

La rabbia Alla base della decisione c’è, ovviamente, quello che invece nell’accordo siglato al Mise non c’è: quella chiara e inequivoca misura di garanzia che era stata richiesta per le ditte per le quali lavorano e, soprattutto, per i loro posti di lavoro.

IL TESTO DELL’ACCORDO

Le accuse Ecco perché, scrivono e diranno nella riunione che stanno organizzando, «è ormai palese che le istituzioni sindacali e politiche considerano i lavoratori delle ditte terze operai di serie B» e accusano: «Ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano, svolgendo la parte di comprimari in una vertenza che ci ha visto diventare merce di scambio».

Gli impiegati E, visto che il malumore dei lavoratori delle ditte si abbina a quello degli impiegati – che complessivamente sono centinaia – per i quali sta cominciando un periodo di ‘passione’, visto che nelle loro fila ce ne sarebbero un centinaio a rischio demansionamento o peggio, ecco che le pressioni sui sindacalisti locali – cosa ampiamente prevista e annunciata – si stanno facendo decisamente consistenti.

L’anniversario Quella di oggi, peraltro, per i lavoratori della ThyssenKrupp, è anche la giornata del ricordo: perché quella linea di trattamento che verrà montata a Terni, è la stessa che nella notte tra il 5 e 6 il dicembre del 2007, si mangiò vivi otto operai dello stabilimento della Tk-Ast di Torino. Sette di loro morirono nel giro di un mese. Sotto accusa finirono i vertici aziendali, accusati di non aver garantito il rispetto delle norme di sicurezza, mentre l’azienda ha sempre smentito che all’origine dell’incendio vi fossero quelle violazioni di cui era accusata.

Il processo di appello La corte di cassazione, ad aprile, aveva stabilito che il processo di appello, per i dirigenti condannati, dovrà essere rifatto. Il procuratore generale Carlo Destro aveva chiesto la conferma delle pene inflitte il 28 febbraio del 2013: 10 anni a Herald Espenhahn, 9 a Daniele Moroni, 8 a Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, 7 a Gerald Priegnitz e Marco Pucci. Mentre l’avvocato Franco Coppi, uno dei difensori, aveva affermato che «le pene sono state applicate nella massima estensione», parlando di «trattamento sanzionatorio pesantissimo» e chiedendo «l’annullamento con rinvio del verdetto di appello».

La visita Mercoledì prossimo, intanto, sarà a Terni l’eurodeputato francese Edouard Martin, membro del gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al parlamento europeo e relatore sulla strategia europea per l’acciaio.

Gli appuntamenti Alle 9.30 è previsto l’arrivo dell’europarlamentare a palazzo Gazzoli per un incontro istituzionale con la presidente della Regione, Catiuscia Marini e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; alle 10 la riunione sarà allargata ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Sempre a palazzo Gazzoli, alle 12.30 è in programma una conferenza stampa, mentre alle 15 è previsto l’incontro con i rappresentanti di Confindustria Umbria.