E’ morto a 29 anni, spezzandosi l’osso del collo, Costantin Caprus, un operaio romeno che insieme a un collega, J.D., 29 anni pure lui, uzbeko, rimasto ferito ma non in pericolo di vita, stava lavorando sotto una galleria in un cantiere della Quadrilatero Marche Umbria spa. Secondo le prime informazioni l’uomo era con un collega su un cestello all’interno di una galleria in costruzione a Fonte delle Mattinate, frazione di Serravalle del Chienti, a neanche dieci chilometri da Colfiorito e Annifo, quando per cause che ora verranno chiarite in un’inchiesta aperta dalla magistratura, il cestello si è staccato dal braccio e i due operai sono precipitati a terra facendo un volo di 10-12 metri. Costantin, come detto, non ce l’ha fatta, mentre il collega è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Torrette dove verserebbe in condizioni gravi. I sindacati però denunciano «ritardi nei soccorsi». I due erano impegnati in un’opera di impermeabilizzazione di una galleria di Serravalle, all’interno di un cantiere gestito dalla Strabag.
Il terzo morto in pochi mesi E’ il terzo morto in pochi mesi sugli eterni lavori in corso dell’arteria che dovrebbe collegare l’Umbria alle Marche. Lo scorso dicembre, Rosario Lo Russo, operaio salernitano di 58 anni, morì sul colpo travolto dal crollo di una centina in una galleria in costruzione a Cifo di Foligno (Perugia). A febbraio, nel tunnel della Maddalena a Muccia di Camerino (Macerata), un grosso masso staccatosi dalla volta investì il cestello gru dal quale due operai stavano posizionando una rete metallica, scaraventandoli a terra da un’altezza di 4 metri. M.D.I., 48 anni, e G.D.F, originari della provincia di Caserta, avevano riportato il primo ferite al cranio e fratture a gamba e braccio, l’altro era stato operato ad un occhio.
Galia: serve commissione di inchiesta «Ho accolto con grandissima e profonda amarezza – ha detto nel corso del pomeriggio Gaetano Galia, presidente della Società Quadrilatero Marche Umbria – la notizia del tragico incidente all’interno della galleria Varano in costruzione a Serravalle del Chienti sulla SS 77, che ha causato la morte di un operaio e il ferimento di un secondo, entrambi in giovane eta». «Siamo vicini alla famiglia della vittima – seguita Galia – e partecipiamo al tremendo dolore per una perdita che non potrà mai essere colmata. Ora sono in corso le indagini della magistratura e spero si possa far luce quanto prima sulle cause dell’incidente».
Tragedia inspiegabile «Altresì è intenzione della Società – prosegue Galia – istituire da subito una commissione di inchiesta al fine di verificare il rispetto assoluto delle procedure sulla sicurezza, avuto anche riguardo ad un analogo tragico incidente avvenuto sempre sulla SS 77, i cui lavori sono stati aggiudicati al Contraente generale Val di Chienti». «L’assegnatario che opera nel cantiere Varano – spiega infine Gaslia – è la mandataria del suddetto Contraente generale. Si tratta di un’azienda di rilievo mondiale e ciò rende la odierna tragedia ancor più inspiegabile».
Sciopero di otto ore La reazione dei sindacati è stata immediata, con la proclamazione di otto ore di sciopero in data ancora da definire: «Uno sciopero – dicono Cgil, Cisl e Uil – per dire basta alle morti sul lavoro e denunciare con forza le condizioni in cui operano i dipendenti delle ditte affidatarie». «Nell’arco di quattro mesi – ricordano i sindacati – si sono verificati due decessi e tre infortuni gravissimi nella tratta Foligno-Civitanova. Questa è una condizione inaccettabile a cui intendiamo reagire nella maniera più ferma e dura. In attesa che la magistratura disponga eventuali sequestri e faccia piena luce sulla dinamica della tragedia, è stato proclamato uno sciopero unitario di otto ore».
I rischi dei lavori in affidamento «Già da anni – seguitano i sindacati – avevamo denunciato i rischi di un’opera che vede il coinvolgimento massiccio di lavori in affidamento, che espongono i lavoratori a rischi e a ricatti di ogni genere. Riscontriamo che ci sarebbero stati dei ritardi gravissimi dei soccorsi: se ciò dovesse corrispondere alla verità, evidenzierebbe mancanze e deficienze intollerabili». «In questi anni abbiamo avuto confronti con tutti i protagonisti di questa opera, dalla Quadrilatero alla Regione Marche, sino all’ultima delle imprese coinvolte, evidenziando i rischi e ottenendo impegni concreti, che a quanto pare sono rimasti sulla carta. Non eravamo e non siamo disposti a tollerare questo stato di cose», concludono i sindacati, annunciando che «nei prossimi giorni coinvolgeremo tutti i lavoratori della tratta in assemblee per decidere insieme quali ulteriori iniziative adottare».


Mi dispiace tanto. Era molto giovane 🙁