Due cittadini egiziani sono stati arrestati per terrorismo all’alba di martedì a Milano. A stringere il cerchio sui due stranieri, che hanno un’età compresa tra 40 e 50 anni, sono stati anche gli investigatori di Perugia, in particolari quelli per la sicurezza cibernetica. In base a quanto appreso da Umbria24, però, i due egiziani accusati di terrorismo non avrebbero collegamenti con Perugia né col resto del territorio regionale: risultano infatti residenti in comuni dell’hinterland milanese dove lavorano nel settore delle pulizie, uno come dipendente di un’impresa e l’altro titolare di una ditta ormai chiusa.

Arrestati terroristi dell’Isis Entrambi gli indagati, che secondo gli inquirenti avevano contatti tra loro, sono stati portati in carcere nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Milano che li accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. In particolare, ai due egiziani viene contestato di essersi associati all’organizzazione terroristica internazionale dello Stato Islamico. Secondo le accuse, le loro condotte di propaganda, proselitismo on line e finanziamento dell’Isis erano strettamente connesse alla loro partecipazione all’organizzazione terroristica internazionale dell’Isis. Data la gravità dei fatti e l’elevato allarme sociale la Procura di Milano ha indetto una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione.

L’aiuto degli investigatori di Perugia Le indagini sono partite nel 2021 a seguito di analisi e monitoraggi compiuti dagli investigatori di Perugia, che avrebbero rilevato una serie di messaggi inviati dai due indagati, soprattutto commenti anche a video di massacri e attentati dell’Isis, su gruppi Telegram, WhatsApp e Facebook per fare proselitismo e propaganda, dichiarandosi “terroristi” dell’Isis. L’inchiesta, nell’ambito della quale erano già state compiute perquisizioni, si è concentrata soprattutto sull’analisi di questi messaggi contro l’Occidente, tra cui appunto anche le minacce a organi istituzionali e a favore dello Stato islamico, oltreché sul supporto attraverso finanziamenti inviati dai due per sostenere l’estremismo islamico.

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