Sant'Eutizio (foto U24)

di Chia. Fa.

Dalle mancate puntellature ai fondi post sisma per la ricostruzione. Sono sorvegliate speciale in queste ore l’abbazia di Sant’Eutizio (Preci) e la chiesa di San Salvatore a Campi (Norcia) distrutte dal terremoto del 26 ottobre. Già, perché dopo lo scontro tra la diocesi di Spoleto-Norcia e la Soprintendenza per la mancata esecuzione degli interventi di messa in sicurezza nei due gioielli della Valle Castoriana, ad aprire un altro fronte delicatissimo sono le dichiarazioni del custode dell’abbazia raccolte da Repubblica.it

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Il custode di Sant’Eutizio e la diocesi Marco racconta: «Mammia mia quanti soldi buttati nella ristrutturazione, si sono mangiati tutto». E poi:  «I lavori sono durati quasi tre anni dal 1998 al 2001 ma gli interventi non furono per 3,2 miliardi! Assolutamente no. Quando ci sono tanti soldi – è la dichiarazione del custode riportata da la Repubblica – gli operai spostano di qui le impalcature, le rispostano di là, ma fanno poco. Non c’era nessuno a seguire i lavori. Veniva qualcuno della Curia, sì, ma una volta ogni tanto». Tuttavia in base alle prime ricostruzioni il crollo della facciata di Sant’Eutizio e di parte delle coperture sarebbe imputabile al cedimento del cimitero, scivolato sull’abbazia. La diocesi di Spoleto-Norcia contattata da Umbria24 si riservano verifica prima di esprimersi sulla quantificazione dei lavori fornita dal custode «ma in riferimento alle notizie stampa circa i lavori realizzati a fine anni Novanta a Sant’Eutizio si precisa – è la dichiarazione ufficiale  – che le affermazioni riportate sono di esclusiva responsabilità di chi le ha pronunciate, certamente dettate da un forte legame con il luogo. Si rileva poi che le opere strutturali eseguite dopo il terremoto del ’97 hanno visto una significativa sinergia con le istituzioni competenti e sono state realizzate con serietà e professionalità».

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Da Regione nel ’98 mezzo milione per ricostruzione Sant’Eutizio A intervenire anche la Regione che attraverso l’architetto Filippo Battoni, dirigente della sezione salvaguardia beni culturali in emergenza, spiega: «Sono stati stanziati oltre 500 mila euro per il restauro dei danni seguiti al sisma del 1997.  L’abbazia ha beneficiato dei finanziamenti regionali già nel luglio 1998 con la tempestiva approvazione di un Piano stralcio Giubileo-Terremoto. La giunta regionale allora intese così evitare il rischio che si verificassero ritardi nell’ultimazione dei lavori per la celebrazione del grande Giubileo del 2000». Tra gli interventi segnalati compare «catena arco trionfale, consolidamento della bifora della sacrestia e piccoli interventi di consolidamento dell’abside opere di finitura riguardanti il riscaldamento» ma anche «interventi puntuali sulla struttura che era già in corso di finanziamento con i fondi della legge 270 del 97 e interventi locali e puntuali riguardanti il convento come inserimento di catene, rafforzamento di volte e consolidamento del muro esterno». Sulla presunta causa del crollo della facciata di Sant’Eutizio, ossia il muro del cimitero, dalla Regione spiegano: «Non è potuto entrare in quel finanziamento regionale in quanto non era bene culturale a cui erano riservati i finanziamenti»

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M5s chiede chiarezza sulle mancate puntellature Diverso il tiro del M5s che col capogruppo in consiglio regionale, Andrea Liberati, chiede lumi sui mancati puntellamenti sia a Sant’Eutizio che a San Salvatore: «Nonostante i reiterati appelli della diocesi, due mesi dopo il sisma del 24 agosto la  Soprintendenza non era ancora intervenuta, a fronte di beni di straordinaria valenza culturale e dunque sotto tutela del Codice dei beni culturali. E’ bene – prosegue il consigliere – che la Soprintendenza spieghi sollecitamente e con estrema puntualità cosa sia accaduto: tali organismi dello Stato devono rappresentare per tabulas di aver fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza l’abbazia di Sant’Eutizio di Preci che la chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia. Già a fine agosto, la stampa segnalava come Sant’Eutizio fosse a rischio crollo, sgomberata e inagibile. Occorrevano immediati lavori di consolidamento; eppure, stando alle segnalazioni della Diocesi, nessuno si sarebbe mosso. Bisogna ricordare – conclude – che questi edifici ecclesiastici, molti anni fa, furono recuperati sia grazie alle risorse pubbliche che alla generosità del popolo di Dio: se si dimostrasse che il ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza, non ha agito per tempo, si imporranno ampie riflessioni e immediate dimissioni degli interessati, salvo gli ulteriori danni di natura materiale e immateriale eventualmente quantificabili in altre sedi».

@chilodice

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One reply on “Terremoto, Sant’Eutizio e San Salvatore crollate tra ricostruzione post sisma e mancate puntellature”

  1. Chiesa della Madonna delle Lacrime Trevi in queste ore ci sono degli operaI che stanno cercando di metterla in sicurezza. Sembra che ieri mattina si sia rotto un tirante/catena Ristrutturata e consolidata dopo il terremoto del 1997. Penso che sulle ristrutturazione e sui consolidamenti post sisma 1997, degli edifici religiosi, ci siano diverse opacità

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