di Mar. Ros.
Piove sul bagnato, è proprio il caso di dirlo. Sulle zone terremotate dell’Umbria, tra la notte di sabato e la giornata di domenica, si sono abbattuti violenti rovesci d’acqua misti a forti raffiche di vento. La nottata di freddo ha creato disagi e suscitato paure: a Cascia una tenda ad uso mensa della protezione civile si è rovesciata e i volontari hanno lavorato nel buio e sotto la pioggia per rimettere le cose a posto. A Norcia, dove dalla chiesa è sparita un’opera d’arte, è cominciato a piovere prima ancora che si riuscisse a mettere al riparo i mobili di tutte le abitazioni solo in parte lesionate per evitare infiltrazioni d’acqua nei pezzi salvabili, quindi esposti alle intemperie. Il vicesindaco Pierluigi Altavilla: «Per fortuna hanno retto le tende e i servizi funzionano, sono sicuro che almeno a livello alimentare la popolazione non abbia alcun tipo di problema perché la distribuzione dei viveri da parte della Prociv procede senza sosta».
CASTELLUCCIO COLPITO AL CUORE: FOTO-VIDEO REPORTAGE
Emergenza nell’emergenza «L’acqua fortissima e incessante che sta scendendo in queste ore – ha detto il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno – sta creando una emergenza nell’emergenza. Certo i miei concittadini che sono rimasti qui reagiscono con altissimo senso civico, e molta dignità però ci sono problemi reali. Stare in tenda in questo periodo – aggiunge – non è semplice, ed è anche per questo che stiamo cercando di accelerare al massimo le procedure per aiutare tutti coloro che hanno scelto di restare qui invece di andare al caldo e all’asciutto in un albergo».
CASCIA, ZONA BASILICA DESERTA: FOTOGALLERY
Sindaci a Montecitorio dalla Boldrini Il maltempo del periodo e il ‘generale inverno’ potrebbero essere tra i problemi che i 600 sindaci invitati dalla presidente della Camera Laura Boldrini esporranno lunedì ai presidenti delle commissioni parlamentari a Montecitorio, magari chiedendo di poter affrettare i tempi di consegna dei container, definiti dalla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini una soluzione intermedia tra le attuali sistemazioni e quelle future nelle casette. La Camera dei deputati, come anticipato dalla Boldrini a Cascia, aprirà infatti le porte a oltre 600 sindaci di tutta Italia, e fra loro in particolare ai sindaci delle zone terremotate di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, per una giornata di confronto stringente sulle urgenze del Paese. Ci saranno Ermete Realacci della commissione Ambiente, Flavia Piccoli Nardelli (Cultura, scienza e istruzione), Andrea Mazziotti di Celso (Affari costituzionali) e Mario Marazziti (Affari sociali). In conclusione interverranno il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti, e il ministro dell’Interno Angelino Alfano.
PRESIDENTE DELLA CAMERA IN VISITA AI TERREMOTATI: VIDEO
BOLDRINI TRA SFOLLATI E VOLONTARI: FOTOGALLERY
Messa al Trasimeno tra sfollati Domenica mattina intanto tra gli sfollati ospiti delle strutture alberghiere sul lago Trasimeno, istituzioni civili e religiose hanno assistito alla messa celebrata nella chiesa di San Feliciano dal vescovo dell’Archidiocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, ricordando le tante persone che si stanno adoperando per accogliere quanti sono tanti costretti ad abbandonare le proprie abitazioni ha affermato che: «Solo la solidarietà, la condivisione e l’accoglienza possono essere ora un valido aiuto alle popolazioni così duramente colpite dal sisma». Rivolgendosi ai terremotati ha poi ricordato il segno di speranza simboleggiato dalla statua di San Benedetto da Norcia. «La statua – ha dichiarato – è rimasta completamente intatta tra le macerie a ricordare che lui è tra voi». Anche Gianpiero Bocci, sottosegretario all’Interno, ha salutato le persone presenti ascoltando le loro richieste. Alla celebrazione sono intervenute inoltre le suore benedettine provenienti dal monastero di Sant’Antonio di Norcia e il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini.
Renato Boccardo «Sapete meglio di me quello che è successo a Norcia sette giorni fa – ha detto il cardinale Bassetti –. La paura che abbiamo avuto per le vostre vite prima ancora che per le case e le chiese. Tra quelle macerie è rimasta intatta la statua di San Benedetto, il terremoto non ha danneggiato nessuna lastra di marmo del suo piedistallo». «Domenica scorsa, a quest’ora – ha ricordato nell’omelia l’arcivescovo Boccardo –, voi stavate tutti in piazza pensando alla casa, al futuro con trepidazione e con paura. Dopo una settimana ci ritroviamo qui e pensiamo a tutti coloro che non sono con noi questa mattina, ma che vivono la stessa condizione. Diviene spontaneo ringraziare il Signore per il suo grande prodigio, che non ci sia stata una sola vittima. Per questo noi vogliamo lodare il Signore in questa celebrazione affidando a Lui la nostra fragilità e tutte quelle domande che immediatamente non trovano risposte, come cosa succederà nei prossimi mesi e innanzitutto quando si fermerà questo terremoto. Ma cosa ci dice il sisma che stiamo vivendo? La prima risposta è quella che dobbiamo darci da fare unendo le forze e superare le difficoltà, gli ostacoli, i ritardi per fare qualcosa di concreto e di buono per tutti, perché tutti possano ritrovare una vita serena e tranquilla. Ma forse c’è un’altra risposta possibile, perché noi non possiamo solo subire gli eventi della nostra vita senza domandarci che cosa ci insegnano. Certo, ci insegnano a costruire bene le nostre case su solide fondamenta e con criteri antisismici e nella sicurezza, ma al di là di questo, forse, c’è un altro messaggio da scoprire insieme».
Speranza e solidarietà «A San Pellegrino di Norcia un uomo anziano mi ha detto ‘È la terza volta che devo ricostruire casa, non ce la faccio più! E questo è comprensibile – ha commentato mons. Boccardo – e tutti sappiamo che cosa vuol dire dover affrontare ancora una volta, soprattutto quando si è avanti con l’età, la fatica di una ricostruzione. Eppure questa ricostruzione è possibile grazie all’aiuto di tante persone e io ne sono testimone insieme a voi ogni giorno: i vigili del fuoco, la Protezione civile, l’esercito, i volontari della Caritas e tanti altri. In tutta la Valnerina c’è un fiorire e un moltiplicarsi di generosità, responsabilità e di impegno ammirevole e dunque è possibile ricostruire grazie alla buona volontà di tante persone e all’impegno delle autorità civili; penso ai Comuni, al governo regionale e al governo centrale, che con la loro presenza e i loro mezzi assicurano che si riparte presto e bene».
@martarosati28
