Castelluccio dopo il terremoto 6,5 (foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Quasi 420 milioni per l’anno in corso, 380 per il successivo e 280 per il 2018 a cui si aggiungono 200 milioni complessivi fino al 2022. Ammontano a oltre 1,1 miliardi gli oneri connessi al terremoto stimati nel nuovo decreto del governo firmato venerdì dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e poco dopo pubblicato in Gazzetta ufficiale. L’entrata in vigore era stata definita imminente dalla stessa presidente di Regione, Catiuscia Marini che, venerdì pomeriggio, insieme al capo della protezione civile regionale, Alfiero Moretti, ha compiuto un sopralluogo a Spoleto dove è stata accolta dal sindaco Fabrizio Cardarelli e ad alcuni tecnici comunali.

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Marini a Spoleto, cratere in ordinanza Errani Nella città del Festival, che fa tuttora i conti con oltre duecento cittadini assistiti in due palestre e in alberghi, ma anche con danni significativi nella frazioni di Eggi, in centro storico e nella zona di viale Martiri della Resistenza, la presidente ha spiegato che «la ridefinizione del perimetro del cratere sarà  contenuta in un’ordinanza del commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, che arriverà successivamente alla pubblicazione del decreto» varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 novembre di cui è attesa a ora l’entrata in vigore con la pubblicazione. La questione è particolarmente delicata a Spoleto, dove c’è grande fermento per l’inserimento nel perimetro dei Comuni che beneficeranno, non solo dei risarcimenti per i danni provocati dal sisma del 30 ottobre per prime e seconde case comunque erogati anche al di fuori del cratere, ma soprattutto di una serie di sgravi, agevolazioni e incentivi fondamentali per le imprese di ogni categoria. Qui tra le mura ducali ma anche in zone frazionali, la scossa del 30 ottobre ha provocato danni significativi e la paura è di rivivere la beffa del 1997 quando Spoleto venne esclusa dalla zona A, il vecchio cratere per intendersi, è forte. In questo senso nei giorni scorsi la presidente Marini ha inviato la documentazione del caso al commissario governativo Errani al fine di richiedere l’inserimento della città nella lista dei comuni umbri più colpiti: «Un altro documento – ha detto a margine del sopralluogo – sarà formalizzato nelle prossime ore». Il provvedimento del governo seguito al sisma del 24 agosto inseriva nel cratere i quattordici comuni dell’Area interna della Valnerina, sia in provincia di Perugia che in provincia di Terni. Teoricamente la lista dovrebbe salire a quindici con l’inserimento di Spoleto.

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Nuovo decreto fissa spesa a 1,1 mld Intanto da Roma filtrano i contenuti del decreto. Sul fronte economico «le misure legate al terremoto, alla ricostruzione, agli interventi sul patrimonio artistico, all’assunzione temporanea di personale nei Comuni e al rifinanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione, si stimano oneri per 412,54 milioni di euro per il 2016; 346,11 milioni per il 2017; 280,7 milioni di euro per il 2018; 62,4 milioni per il 2019; 41,9 milioni per il 2020; 2 milioni per il 2021 e 0,14 milioni per il 2022. La stima per l’anno in corso è aumentata a 418,54 milioni ai fini della compensazione in termini di fabbisogno e indebitamento». Il testo del decreto illustra poi come si provvederà alla copertura di queste spese.  In particolare il nuovo provvedimento «autorizza i sindaci a portare avanti le opere di messa in sicurezza dei centri terremotati avvalendosi di imprese e professionisti». Sempre sul fronte organizzazione, nel provvedimento risulta prevista «l’assunzione di 350 persone, per un anno, nei comuni più colpiti dal terremoto.

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Comuni colpiti potranno assumere in deroga Più specificatamente: «Tenuto conto degli eccezionali eventi sismici ulteriori che hanno colpito i territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo e del conseguente numero di procedimenti facenti carico ai Comuni interessati, gli stessi possono assumere con contratti di lavoro a tempo determinato, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale nel limite di spesa di 1,8 milioni di euro per il 2016 e di 14,5 milioni per il 2017». Il provvedimento del governo contiene anche «il via libera all’operazione moduli abitativi da installare sui luoghi del sisma al posto delle tende» curata da protezione civile, Regioni e Comuni. «Primarie» vengono poi definite le misure a favore della ripresa delle attività economiche e produttive nelle zone del sisma con particolari azioni che sono inevitabilmente riservate al settore agricolo, ma anche le imprese di altri comparti «possono immediatamente presentare domanda per interventi urgenti che consentano loro di proseguire l’attività produttiva». Per i beni culturali al fine di «avviare tempestivamente gli interventi di tutela e ricostruzione del patrimonio storico e artistico danneggiato si applicano, per i lavori, i servizi e le forniture di somma urgenza relativi ai beni culturali» contenute nel nuovo Codice appalti e  per gli affidamenti di importo sotto i 40 mila euro si potrà procedere «mediante affidamento diretto a professionisti idonei, senza ulteriori formalità».

@chilodice

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