Torna a tremare la terra a Gubbio. Un terremoto di magnitudo 3.1 ha svegliato all’alba di venerdì la popolazione del comprensorio. La scossa è stata registrata alle 4.51 a una profondità di poco superiore ai 5 chilometri, con epicentro localizzato nella città dei Ceri.
Nessun danno Nei minuti immediatamente successivi si è verificato il secondo sisma di lieve entità, con magnitudo 2. Stessa intensità anche per la terza scossa rilevata poco dopo le 6. Il terremoto è stato nitidamente avvertito dalla popolazione, ma fortunatamente non si segnalano danni a cose o persone.
Lungo sciame Fino ad ora la scossa più forte è stata quella di magnitudo 4 del 22 dicembre, avvertita nettamente fino a Terni ed Arezzo. Anche in questo caso, fortunatamente nessun danno, se non qualche controllo per delle crepe ai muri. Il bacino di Gubbio è interessato da uno sciame che ha fatto registrare oltre tremila eventi da gennaio 2012 a oggi.
L’approfondimento: zona a rilascio continuo Da giorni i geologi analizzano la situazione eugubina, considerata un «laboratorio naturale per lo studio della sismicità». «La sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio – si legge in un approfondimento dell’Ingv – in particolare dal 18 dicembre, dopo l’evento di magnitudo 3.9, si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo. La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio».
4 chiese inagibili Più che altro per precauzione, quattro delle 33 chiese del Comune di Gubbio sono state dichiarate inagibili il 28 dicembre scorso. Sempre a scopo precauzionale, tutti i concerti e gli eventi previsti nei luoghi sacri sono stati annullati. Il controllo degli edifici è continuo dopo ogni scossa.
