Il salvataggio di una donna (Foto Nicola Marfisi)

di Iv.Por.

La terra non smette di tremare in Emilia. Sessanta scosse nella notte, 50 solo tra mezzanotte e le 6.30, un sisma di 3.8 di magnitudo alle 8. E così via per tutto il giorno. E intanto il bilancio che si delinea fa rabbrividire: 17 morti, un disperso, centinaia di feriti e 15 mila sfollati. Intanto i volontari umbri hanno raggiunto i luoghi disastrati.

Nuova forte scossa Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova. I comuni prossimi all’epicentro sono Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 8 con magnitudo 3.8. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

Notte di paura Sono state 50 le scosse di terremoto che si sono susseguite da mezzanotte alle 6,30 del mattino in Emilia, nei comuni già colpiti ieri. La più forte e’ avvenuta poco prima delle 4 e ha avuto magnitudo 3.4. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di San Felice sul Panaro, Mirandola e Cavezzo. Nei comuni colpiti quasi nessuno è rientrato in casa accampandosi nelle tende allestite, rifugiandosi in alberghi messi a disposizione o cercando ospitalità d amici o parenti.

Il bilancio I numeri di una giornata da incubo come quella di martedì sono terribili: un bilancio di 17 morti, centinaia di feriti, 15 mila sfollati e danni gravissimi al patrimonio artistico e al sistema produttivo. Una donna è stata estratta viva dopo 12 ore. Colpite anche chiese a far tornare alla memoria la tragedia di Assisi del ’97.

Vigili del fuoco a Finale Emilia Da mercoledì mattina i vigili del fuoco di Perugia sono all’opera presso il Duomo Santi Filippo e Giacomo di Finale Emilia, in provincia di Modena, dove martedì si è verificato un nuovo crollo che ha  interessato anche una volta dell’edificio. A Finale, come ha affermato Antonia Pasqua Recchia, direttore generale per il Paesaggio e i beni storici, artistici e architettonici del ministero dei Beni artistici, è il paese che ha subito i maggiori danni al patrimonio tra quelli interessati dal sisma. Il personale dei vigili del fuoco di Perugia è quello partito martedì pomeriggio: 11 unità operative esperti in tecniche SAF (speleo alpino fluviale) ed esperti in puntellamenti. Si tratta del personale che ha già operato nel sisma Umbria del 1997, all’Aquila proprio nella messa in sicurezza di edifici di interesse storico e recentemente  anche nella zona di Marsciano eseguendo diversi puntellamenti.

Contingente straordinario a San Prospero Intanto è giunto sul posto un contingente straordinario della Regione Umbria partito con destinazione San Prospero, in provincia di Modena, dove hanno allestito un campo per ospitare 250 terremotati. La colonna è composta da trenta volontari, più due funzionari della protezione civile regionale, ed è completamente autosufficiente ed in grado, quindi, di poter ospitare 250 persone.

Lettere a tutti i sindaci «Le immagini sconvolgenti che giungono dall’Emilia-Romagna ci impongono, oltre agli adempimenti che ci richiede la protezione civile nazionale ogni ulteriore sforzo per essere vicini, con aiuti concreti, alle popolazioni così duramente colpite». E’ quanto ha affermato Catiuscia Marini, al temine della riunione di martedì a Foligno. «Per questo – ha aggiunto – ho deciso di inviare una lettera a tutti i sindaci della regione affinchè mettano a disposizione innanzitutto tecnici (ingegneri, architetti e geologi) per intensificare la nostra presenza nelle zone terremotate nell’opera di verifica dell’ agibilità degli edifici. Abbiamo inoltre già comunicato la messa a disposizione degli immobili della nostra regione idonei per il ricovero dei beni culturali a rischio. Ovviamente – ha concluso – siamo impegnati ad accogliere ogni ulteriore richiesta che ci dovesse pervenire sia dalla regione Emilia Romagna che dai comuni colpiti e ci renderemo disponibili per ogni necessità». Anche la Caritas umbra ha avviato una raccolta fondi.

L’altro campo Martedì mattina era partito anche il contingente di volontari e funzionari che ha dato il cambio al personale umbro che sta operando nell’altro campo allestito e gestito dalla Regione Umbria a Massa Finalese, e che ospita altre 250 terremotati. La Regione è inoltre impegnata nell’invio di tecnici per l’effettuazione dei rilievi e la verifica dell’agibilità degli immobili. In questo caso si tratta di squadre formate da funzionari della Regione e delle province di Perugia e Terni. Infine, già da alcuni giorni operano in Emilia Romagna i geologi della Regione, sia per la verifica degli effetti di amplificazione del sisma con l’utilizzo di speciali rilevatori, sia per lo studio dei fenomeni di liquefazione del terreno riscontrati in diverse località colpite dal sisma.

Partiti anche vigili del fuoco Dopo le fasi di preallerta, per i vigili del fuoco dell’Umbria, coordinati dal Direttore regionale Gioacchino Giomi, nei giorni scorsi sono partiti mezzi ed uomini. Dopo il nuovo sisma, sulla base delle disposizioni impartite dal comandante provinciale Marsella  sono partite anche altre 11 unità operative esperti in tecniche SAF (speleo alpino fluviale)  ed esperti in puntellamenti diretti al Comando Operativo Avanzato realizzato a Reggio Emilia dopo le nuove scosse.

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