di Chiara Fabrizi

Si salva solo la scuola. A Preci il sisma del 26 ottobre ha messo ko il municipio, la caserma dei carabinieri e l’ufficio postale. Questo il bilancio dei primi sopralluoghi compiuti dai vigili del fuoco e dalla protezione civile nel borgo umbro colpito dalle nuove violente scosse. La terra continua a tremare con eventi sismici che venerdì mattina non hanno superato magnitudo 3,5 ma che comunque complicano l’attività dei soccorritori al lavoro in più zone del territorio comunale per le prime messe in sicurezza o per assistere la popolazione nelle operazioni di recupero degli effetti.

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Inagibile Comune, caserme e ufficio postale Intanto nella notte sono state accolte nei centri di accoglienza di Preci, il più grande è il centro Caritas di Borgo Preci, circa 125 persone. Il sindaco Pietro Bellini a Umbria24 ha spiegato: «Nella tarda serata di ieri ho fatto un’ampia perlustrazione e ho trovato tanta gente nelle auto, li invito a confluire nei centri di accoglienza per il tempo necessario ai sopralluoghi. A Borgo Preci abbiamo ancora una cinquantina di brandine ma se non saranno sufficienti procederemo a richiederne altre». Venerdì mattina nel campo vicino al centro Caritas i volontari della protezione civile stanno allestendo la tensostruttura che sarà adibita a mensa, altre due sono in fase di montaggio ad Ancarano di Norcia e al Palatennis di Norcia.

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Nuove zone rosse Intanto prosegue la conta dei danni.Il sindaco Bellini spiega che a Preci dopo il sisma del 24 agosto erano state firmate ordinanze per l’istituzione di zone rosse nelle frazioni di Acquaro, Valle e Collescille, ma la stessa misura dovrà scattare anche per altre zone del territorio. Gli atti non sono ancora firmati, anche a causa dell’inagibilità del Comune che deve essere riorganizzato in una grossa casa prefabbricata che insiste nella stessa area del centro Caritas, ma con ogni probabilità il provvedimento per l’istituzione delle zone rosse interesserà le frazioni di Todiano, Abeto, Piedivalle e naturalmente il centro di Preci.

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