di Tommaso Sabatini
Funziona più o meno da un anno ed era nato con l’obiettivo di rendere l’accesso ad internet tramite dispositivi mobili più semplice in luoghi significativi della città. Emerge però una difficoltà, lamentata da molti cittadini ternani, quella cioè della registrazione al servizio, che avviene presso l’ufficio protocollo del comune o in altri uffici come lo Sportello del cittadino o la segreteria della biblioteca. Con una procedura che, per un utente medio di internet, risulta troppo macchinosa: bisogna presentare un documento d’identità, il codice fiscale e il numero del cellulare sul quale vengono inviate le credenziali per accedere alla connessione. Insomma, per quattro ore di navigazione internet al giorno, una roba scomoda e antiquata, soprattutto se si pensa che in molte città italiane la procedura di registrazione è online, quindi più semplice ed immediata.
Dove funziona Il primo esperimento, risale a circa tre anni fa, nell’area riqualificata del Parco «le grazie». Da marzo dello scorso anno sono state create nuove piazze telematiche: presso la biblioteca comunale, le piazze Tacito e Solferino, l’area del Caos dove è presente la pinacoteca e presso i giardini di via Martiri della libertà. Nei prossimi mesi un nuovo access-point sarà installato nella zona del centro sociale «Ferriera». Per il futuro sono previste nuove postazioni per coprire le zone turistiche (Carsulae, lago di Piediluco e cascata delle Marmore). In via definizione, poi, c’è un accordo con una società privata per l’istallazione di ulteriori nuove postazioni.
Come funziona Il servizio per la navigazione internet in wifi, denominato «Terni senza fili», fortunatamente è più agevole per i turisti che, mandando un semplice sms, possono navigare per un’ora. Ma allora perché non semplificare le procedure anche per i residenti? Dal comune fanno sapere «che la procedura di registrazione è ancora ferma alle regole imposte dal decreto Pisanu, provvedimento che per motivi di sicurezza prevedeva delle limitazioni all’accesso ad internet in luoghi pubblici, con l’obbligo di registrarsi presentando documento e codice fiscale». Quel decreto, però, è in soffitta da un po’, ma «al momento non è previsto un budget di spesa per ripensare il servizio e renderlo più semplice e funzionale».
3500 iscritti Fino ad ora per «Terni senza fili» il comune ha speso circa 70 mila euro e, se non sono disponibili i dati relativi all’accesso temporaneo dei turisti, si sa che invece i ternani registrati sono circa 3500. Un numero non certo elevato ed un motivo in più, forse, per cercare di semplificare l’accesso ai residenti, soprattutto vista l’intenzione dell’amministrazione locale di aderire a «Free Italia wifi», una federazione di comuni con reti wireless, per collegarsi in maniera più semplice senza dover richiedere nuove credenziali ogni volta.
