di Marco Torricelli
Era uno di noi, Mario Gerli. Uno che ogni mattina si alzava con un solo scopo: fare il lavoro che amava e farlo bene. E ci riusciva pure, a farlo bene. Conviveva con il diabete, Mario. Lo teneva sotto controllo. Ma sabato la malattia lo ha preso alle spalle. E lo ha ucciso. A poco più di 45 anni.
Lui e la telecamera Difficile pensare a Mario Gerli e ricordarlo senza una telecamera in spalla. Lui che ha fatto la fortuna delle televisioni locali con cui ha collaborato; che poi, con Sabrina – con la quale condivideva anche la vita – ha dato vita ad uno studio professionale molto apprezzato; che si dannava l’anima per un’inquadratura che non era venuta come diceva lui. Difficile pensare a lui e basta, a dire la verità, adesso.
La crisi Mario Gerli stava tagliando l’erba nel prato della casa di famiglia ad Acquasparta, sabato, quando il tasso glicemico nel suo sangue è crollato all’improvviso e, come tutti quelli che hanno qualche ‘confidenza’ con il diabete sanno bene, il coma glicemico può essere immediato e, se non si interviene rapidamente, può essere letale. Il referto medico, infatti, parla freddamente di ‘morte per cause naturali’.
La conferma Tra molti di quelli che lo conoscevano, che ci hanno lavorato insieme, che hanno avuto modo di apprezzarne la professionalità, c’è stato un frenetico scambio di telefonate e messaggi. Quasi alla ricerca di una smentita. Di qualcuno che dicesse che, no, si era trattato di un errore. Purtroppo no. Nessun errore. Uno di noi se n’è andato. Senza nemmeno darci il tempo di dirgli ciao.
Aggiornamento La magistratura vuole vederci chiaro, tanto che è stato disposto che sul corpo di Mario Gerli venga effettuata l’autopsia. Al momento non si conoscono le motivazioni alla base della decisione, ma è probabile che, oltre che per avere la certezza delle cause che hanno portato alla sua morte, si voglia verificare che gli interventi di emergenza, effettuati dai sanitari e dal personale paramedico, si siano svolti in maniera tempestiva e ottimale.
