La sera dell'omicidio in via Brodolini

di Fabio Toni

Diciotto anni di carcere. Questa la condanna chiesta dal pm Barbara Mazzullo nei confronti di Giuliano Marchetti. L’uomo che lo scorso marzo uccise la compagna Marianna Vecchione con un colpo di fucile.

In aula L’udienza si è svolta rigorosamente a porte chiuse, di fronte al gup Maurizio Santoloci. Presenti l’imputato (assistito dall’avvocato Roberto Spoldi che ha chiesto il rito abbreviato), il pm Barbara Mazzullo e l’avvocato delle parti civili Massimo Proietti. Fuori dall’aula, i familiari della vittima con la loro rabbia e il desiderio, non realizzato, di incrociare anche solo per un secondo lo sguardo di Giuliano Marchetti.

La richiesta del pm Al termine della requisitoria, il pm ha chiesto la condanna di Marchetti a 18 anni di reclusione per omicidio volontario. Marianna Vecchione morì lo scorso 23 marzo in seguito ad una fucilata esplosa dall’uomo nel corso di una lite familiare all’interno della casa in via Brodolini. Una tragedia nella tragedia, visto che l’omicidio avvenne praticamente davanti a due dei tre figli della coppia, di 4 anni il maschio e di 8 una delle due figlie femmine (l’altra non era in casa). Figli che ora sono stati affidati ai nonni materni.

I familiari di Marianna in aula

Tensione Al termine dell’udienza, uno dei due fratelli della vittima è entrato in aula ed ha provato ad avvicinarsi all’omicida. L’uomo è stato prontamente fermato dalle forze dell’ordine e il giudice non ha potuto far altro che diffidarlo per il comportamento tenuto. Tensioni che nascono dal dolore e da una rabbia cresciuta dopo la richiesta della difesa di non ammettere fra le parti civili i figli della coppia. Un’eccezione che il gup ha rigettato, ammettendo invece tutti i familiari.

Verso la sentenza La prossima udienza preliminare è stata programmata per il 14 dicembre: dopo le arringhe dei due legali (parti civili e difesa), il giudice emetterà la sentenza.