di Massimo Colonna
Ha tentato di uccidere la sua ex fidanzata sedicenne e per questo dovrà scontare otto anni di reclusione. È questa la sentenza di condanna emessa dal giudice Simona Tordelli mercoledì pomeriggio nelle aule del tribunale di Terni a carico di un ragazzo di 22 anni di origine marocchina. I fatti risalgono all’agosto dell’anno scorso. Il giudice nell’udienza di rito abbreviato ha anche fissato la provvisionale per il risarcimento alla vittima, che vale 8 mila euro. Le accuse mosse dalla procura parlano di tentato omicidio, violenza privata, sottrazione consensuale di minorenne, lesioni e minaccia.
L’aggressione Tutto ha inizio la sera del 10 agosto 2014 in via Tre Colonne in centro, quando M.L., nato nel 1993 in Marocco aggredisce la ormai sua ex ragazza, una sedicenne ternana. Non è la prima volta da quando si sono lasciati, ma di certo la più violenta. Lei resta ferita dopo essere stata colpita più volte, soccorsa dagli operatori del 118 e dai carabinieri che intervengono sull’accaduto.
In modo non equivoco La violenza dell’aggressione viene riportata anche nelle carte del processo. La ragazza, come si legge nei documenti arrivati al giudice, è costretta a subire spinte, fatta cadere a terra «per colpirla ripetutamente con una bottiglia rotta al collo e al petto», con colpi «diretti in modo non equivoco a cagionarle la morte».
Sassi e una bicicletta Nella ricostruzione della procura si fa riferimento a un episodio in cui il ragazzo marocchino ha aggredito la sua ex «lanciandole contro sassi, una bicicletta e altri oggetti». Non solo, per quanto riguarda l’accusa di sequestro di minore consensuale il 22enne avrebbe portato nella sua abitazione la sedicenne sottraendola ai genitori e «impedendole di rispondere alle chiamate della madre», addirittura in una occasione masticando la scheda telefonica della vittima e distruggendo il suo telefono.
La richiesta del pm Mercoledì mattina a rappresentare l’accusa era presente il pubblico ministero Barbara Mazzullo. Nella sua requisitoria il pm ha parlato di escalation di violenza e comportamento in stile ‘padre padrone’, chiedendo poi dodici anni di condanna.
La sentenza Il giudice Simona Tordelli ha stabilito la condanna a otto anni di reclusione per i reati contestati, non concedendo le attenuanti generiche. In più è stata fissata a 8 mila euro la quota provvisionale per il risarcimento alla ragazza, costituitasi parte civile tramite il lavoro del legale Andrea Madami.
La difesa Moderatamente soddisfatta la difesa dell’imputato, rappresentato dall’avvocato Francesco Mattiangeli, «in considerazione del fatto che l’accusa aveva presentato una richiesta di dodici anni di reclusione». Quasi certo il ricorso all’appello.
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