di Fabio Toni
Tre fermi per la sparatoria avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì all’interno del bar Millennium, in via Montanara. Le indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Terni, hanno portato all’identificazione di quelli che vengono ritenuti i responsabili dell’accaduto. L’accusa è tentato omicidio. Per due di loro è scattato il fermo di polizia, mentre per il terzo soggetto, ritenuto «il boss» del gruppo, analogo provvedimento è stato disposto dall’autorità giudiziaria.
I fatti Venerdì, poco dopo la mezzanotte, tre uomini sono entrati all’interno del bar Millennium, nel quartiere San Giovanni, con intenzioni non proprio amichevoli. Dopo una discussione animata con il titolare, da una pistola sono partiti cinque spari che hanno raggiunto uno dei muri del locale. Intervenuti sul posto pochi minuti dopo, gli agenti della mobile e della squadra volante hanno trovato il titolare intento a chiudere la saracinesca del bar. L’uomo, con una vistosa ferita al setto nasale, ha detto di aver sentito sì dei colpi, ma probabilmente riconducibili a dei petardi e di essersi procurato la ferita accidentalmente. Non convinti, i poliziotti hanno controllato l’interno del locale, trovando appunto i cinque fori sul muro, ad altezza d’uomo, oltre vari danni ad un televisore, ad un frigo e alle bottiglie posizionate dietro il bancone.
Le indagini L’attenzione della squadra mobile, coordinata dal dirigente Francesco Petitti, si è subito concentrata su alcuni soggetti già noti alle forze dell’ordine. Un uomo in particolare, stando ai riscontri degli investigatori, avrebbe avuto un ruolo centrale nel blitz di via Montanara. Dalle prime verifiche, il soggetto è risultato proprietario di un appartamento fra la zona di Gabelletta e San Gemini. Dopo alcuni appostamenti, gli agenti hanno optato per l’irruzione nella casa: all’interno del garage sono stati fermati due giovani di Napoli (C.G. di 21 anni e S.F. di 22), i presunti «scagnozzi. Del «boss», invece, nessuna traccia. Almeno fino a sabato scorso, quando i controlli in alcune zone della città hanno portato gli agenti a perquisire un’abitazione in largo Mezzetti, a pochi passi dal bar teatro della sparatoria. Qui, all’interno della cantina, le forze dell’ordine hanno trovato l’uomo che cercavano, colui che viene ritenuto il principale responsabile dell’accaduto. Si tratta di S.S., 25 anni, anche lui originario di Napoli. Il giovane era insieme ad un coetaneo ternano, trovato in possesso di 700 grammi di sostanze stupefacenti come Mdma, marijuana e hashish. Per quest’ultimo, probabilmente estraneo ai fatti di via Montanara, sono scattati gli arresti per possesso di droga ai fini di spaccio. S.S. invece, dopo il fermo disposto dal magistrato Elisabetta Massini, è ora a piede libero.
L’avvertimento Gli inquirenti ritengono che la sparatoria abbia rappresentato una sorta di avvertimento per alcune questioni in sospeso. Secondo il dirigente della mobile e gli ispettori Saulla e Ribiscini, il gruppo di tre napoletani – «capo» e aiutanti – avrebbe scelto Terni come piazza tranquilla e sicura per poter svolgere attività illegali legate per lo più allo spaccio. Gli attriti con il titolare del bar di via Montanara, anche lui con precedenti penali alle spalle, avrebbero portato così il gruppo a compiere il blitz a cui hanno assistito anche altre persone, riluttanti a fornire testimonianze e informazioni utili.



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