Salgono a otto le persone finite in carcere per l’operazione ‘Ares, della polizia ternana. Martedì, vistosi ormai senza scampo, si è costituito un altro membro della banda.
Un duro Le sue zone di attività erano Cervara, l’area della cascata delle Marmore e Collestatte; a bordo di uno scooter o di una potente auto, si muoveva velocemente fra le stradine per consegnare la droga a tossicodipendenti locali, ma soprattutto reatini, che scendevano da Papigno, sia di giorno che di notte, per rifornirsi da lui. Un duro, secondo quanto riferito dai clienti, non cedeva la dose se la somma non era esatta, anche per pochi centesimi.
Tipo sveglio Regolare in Italia con un permesso di soggiorno per motivi familiari – ha due figli minori – il 37enne marocchino era già stato arrestato, sia dalla squadra mobile di Terni che da quella di Rieti; ufficialmente venditore ambulante sulla spiagge di Tarquinia, ma di fatto uno dei membri più scaltri e più attivi della banda di spacciatori africani sgominata dalla squadra antidroga sabato scorso.
Costituito Dal giorno degli arresti dei complici, gli agenti erano sulle sue tracce e lui se ne era reso conto: martedì pomeriggio, infatti, accompagnato dal suo avvocato, il marocchino si è presentato in questura per costituirsi: «Sentivo il vostro alito sul collo», ha detto agli ispettori Isernia e Lupi. Adesso è nel carcere di Sabbione, a disposizione del gip Maurizio Santoloci, che effettuerà nei prossimi giorni l’interrogatorio di convalida.
