Come si dice: uscito dalla porta e rientrato dalla finestra. Uno spacciatore di droga albanese era ritornato a Terni, con una nuova identità, aveva ripreso i vecchi contatti, le vecchie conoscenze, bella vita, auto e vestiti di lusso e soprattutto aveva ripreso la vecchia attività. Ma gli ha detto male.

Documenti falsi L’uomo, un albanese di 28 anni, era rientrato in Italia qualche mese fa, con una carta di identità rumena e sotto falso nome, superando diversi controlli in varie città e, quando è arrivato a Terni, è tornato ad abitare nella casa del centro dove stava prima di essere espulso. Ma agli agenti della squadra antidroga non è sfuggito quel rinnovato via-vai di tossicodipendenti locali sotto la sua abitazione e hanno deciso di concentrare la loro attenzione proprio in quella via.

Preso Qualche giorno di appostamenti, lo hanno beccato all’uscita di casa: era proprio lui, l’albanese 28enne arrestato nel novembre 2012 nell’operazione ‘Daku’, un elemento di spicco della banda smantellata dalla squadra mobile: un’organizzazione consolidata di traffico nazionale e internazionale di cocaina e di marijuana. Era stato appurato dagli inquirenti che l’albanese era una figura apicale della struttura criminale: a bordo di un’auto di grossa cilindrata, ‘firmato’ dalla testa ai piedi, coordinava lo spaccio al dettaglio, servendosi di pusher locali.

Condannato Frequentatore di discoteche, coinvolto anche in risse nei locali, una volta accertata la sua pericolosità sociale, gli era stato revocato il permesso di soggiorno e per il rientro in Italia, avrebbe dovuto aspettare 5 anni, ma la tentazione di riprendere le vecchie abitudini è stata più forte. Su disposizione del pubblico ministero, Elisabetta Massini è stato di nuovo arrestato e venerdì mattina, nel rito direttissimo, il giudice Massimo Zanetti l’ha condannato a 6 mesi di reclusione e nuovamente espulso dall’Italia.

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