di Mar.Ros.
Sfondano il vetro e aprono comodamente l’auto dalla maniglia dello sportello, rubano una macchina fotografica e due obiettivi, oltre ad una borsa di lavoro contenente documenti, un’agenda e una targa celebrativa. È successo a Terni, nei pressi dello stadio Liberati, lunedì sera, durante la partita delle Fere. La proprietaria, una 25enne ternana, si è rivolta ai carabinieri, incontrati in zona e li ha portati sul posto per mostrare i danni subiti. Martedì mattina la denuncia del fatto presso il comando di via Radice.
Furto con danneggiamento: fotogallery
La spiacevole sorpresa È andata a riprendere la macchina nel parcheggio dell’Eurospin di viale dello Stadio, dopo aver assistito al match Ternana-Livorno, ha pigiato sul tasto di apertura del telecomando e dall’auto nessun segnale: era aperta. Il primo pensiero va alla macchinetta fotografica custodita all’interno di uno zaino tecnico riposto tra il sedile di guida e quello posteriore, trova aperto anche quello. Aperto e vuoto, mancava il corpo Canon 600 D e i due obiettivi, uno Canon e uno Sigma. Lo choc, poi i sensi di colpa: «Nella fretta non ho chiuso la macchina» ha pensato tra sé, poi ha aperto lo sportello anteriore per mettersi alla guida e sul tappetino del passeggero ha notato dei vetri. Il secondo choc alzando lo sguardo. Il parabrezza panoramico della Citroen C3 Picasso in parte sfondato, in frantumi sul cruscotto, con brandelli rimasti a penzoloni attaccati al montante. Il ladro ha prima tentato di sradicare il vetro, presumibilmente con un cacciavite, visto che la carrozzeria è stata intaccata.
Il valore della refurtiva Manca qualcosa anche nel portabagagli, una borsa di lavoro. Hanno messo le mani ovunque, tra gli oggetti personali della giovane, tra i cd, nel borsone della piscina. Hanno trafugato un solo oggetto di valore, quella macchina fotografica funzionale al lavoro della ragazza. «Dentro quella borsa – si sforza di ricordare – non mi pare ci fossero cose importanti». Nella memoria sd della camera invece, gli ultimi scatti fatti con la sua Canon, foto ancora neppure scaricate nel pc. Ma aldilà dei files, Marta non ha più la sua macchinetta: «Neppure il tempo di imparare a utilizzarla – racconta affranta – non ce l’avevo da tanto tempo e fare degli scatti apprezzabili era uno dei miei desideri e ora, prima di pensare ad un investimento simile, mi tocca ripagare il vetro, spero almeno che l’apprezzi e ne abbia cura chi se l’è presa, aveva anche un valore affettivo, prima di me – conclude – l’ha utilizzata il mio migliore amico».
Twitter @martarosati28
