di Fabio Toni
Gli agenti, anche quelli di più lungo corso, non ricordano un altro sequestro del genere. E in effetti le dimensioni dell’operazione sono clamorose. I numeri parlano di 170 panetti di marijuana per un totale di circa 180 chilogrammi. Al dettaglio, la droga avrebbe fruttato circa 2 milioni di euro. Cifre da capogiro.
Gli arresti In manette sono finiti tre uomini di nazionalità albanese di età compresa fra i 26 e i 27 anni, tutti con regolare permesso di soggiorno. I tre risiedono da tempo in Italia (due nella zona di Narni e uno a Tricase, in provincia di Lecce) ed erano già noti alle forze dell’ordine per piccoli precedenti penali. Nessuno di loro lavora, ma è facile intuire il perché.
Le indagini Gli uomini della squadra mobile di Terni li seguivano da mesi, dopo aver ricevuto una segnalazione. Pedinamenti e osservazioni che non avevano prodotto risultati particolari. Venerdì 17 febbraio, però, i tre si fanno notare: contattano con una certa premura alcuni autonoleggi della zona per reperire un furgone. Dopo tanti rifiuti (gli autonoleggi chiedono la carta di credito, mentre i tre vogliono pagare in contanti), alla fine sabato mattina riescono ad affittare un furgone Mercedes di proprietà di una ditta ternana.
In viaggio verso la Puglia Con il mezzo a disposizione, i tre albanesi partono per il meridione. Due di loro viaggiano nell’auto di scorta (una Bmw) seguita dal furgone ancora vuoto e guidato dal terzo uomo. Un lungo tragitto durante il quale non vengono mai persi di vista dagli agenti della sezione antidroga. Dopo alcune ore di autostrada, i veicoli escono a Molfetta, in provincia di Bari. Qui, grazie a un’intuizione che si rivelerà poi brillante, gli agenti ternani decidono di seguire la Bwm e di lasciar perdere il furgone. Così gli ispettori Ruggero Isernia e Piero Lupi: “Abbiamo pensato che il mezzo sarebbe andato a fare un ‘carico’ in una zona controllata e quindi ad alto rischio di intervento. Eravamo certi che poi il furgone si sarebbe ricongiunto con la Bmw di scorta. Così abbiamo preferito non perdere di vista quest’ultima”.
Il furgone Infatti poche ore dopo, sono le 21 di sabato sera, spunta di nuovo il furgone che imbocca l’A14 in direzione nord, preceduto dall’auto di scorta. Dopo pochi chilometri, ad Andria, i mezzi escono in un’area di sosta. È qui che gli agenti decidono di intervenire. Il furgone viene subito bloccato, mentre la Bmw cerca di ripartire a tutta velocità. Una fuga stoppata poco dopo. Gli agenti aprono i portelloni e si accorgono di aver fatto centro. Davanti ai loro occhi, quasi due quintali di marijuana, suddivisa in 170 panetti da oltre un chilo ciascuno.
Il mercato La droga, come ha precisato il dirigente della squadra mobile Francesco Petitti, era presumibilmente destinata alla nostra regione e al nord Italia. Il responsabile della mobile ha sottolineato la dedizione e la professionalità degli agenti, oltre al lavoro svolto dal suo predecessore – l’ex dirigente Tommaso Niglio – che ha avviato le indagini. I tre cittadini albanesi sono ora detenuti nel carcere di Trani, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per loro, ha spiegato il sostituto procuratore Elisabetta Massini, l’accusa è di concorso in spaccio di droga, reato aggravato dall’ingente quantitativo sequestrato.
Il precedente Una partita da 165 kg di marijuana da smistare in varie parti d’Italia era stata sequestrata all’inizio di dicembre dalla V sezione (narcotici) della squadra mobile di Perugia, insieme ai colleghi del commissariato di Jesolo al termine di un’indagine che ha portato all’arresto di due trafficanti: un albanese e un pistoiese. Tutto era partito dalla perquisizione del garage di un «corriere» a Bastia Umbra.


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