Il laboratorio scoperto dalla gdf a Terni

Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni ha effettuato un controllo nei confronti di una azienda di confezioni nel settore dell’abbigliamento, accertando la presenza di 10 lavoratori in nero di nazionalità cinese, di cui 2 sono risultati anche non in regola con le norme sul permesso di soggiorno.

Troppo viavai L’attività, che si trova alla periferia di Terni e che è gestita da un cittadino di origine cinese, aveva attirato l’attenzione delle fiamme gialle che, durante appostamenti nei dintorni dell’azienda, avevano notato la presenza negli orari più diversi di persone tutte di nazionalità cinese. Dopo i primi accertamenti nelle banche dati in uso al comando, è maturato nei militari il convincimento che la presenza di tutto quel personale non era congruo con quanto dichiarato dall’azienda ai fini fiscali.

Il blitz I finanzieri perciò hanno effettuato il blitz accertando la presenza di numerose persone intente alla lavorazione e al confezionamento di tessuti. L’ingresso della gdf ha innescato una serie di tentativi di fuga, fino al punto che uno degli operai ha tentato di nascondersi dietro un frigorifero in un locale adibito a cucina e un altro nel vano doccia di un bagno adiacente.

Il laboratorio cinese

Dieci in nero In tutto erano dieci le persone non in regola con le norme sul lavoro e quindi impiegati completamente in nero; due di questi (uno di 30 e uno di 35 anni) erano anche clandestini. La maggior parte dei lavoratori cinesi risultava comunque essere regolarmente residente a Terni. Nei confronti dei clandestini è scattato il provvedimento di espulsione; un altro giovane, già raggiunto a Roma alcuni mesi fa da provvedimento di espulsione è stato arrestato.

Titolare denunciato Il titolare è stato denunciato alla procura della Repubblica di Terni per aver impiegato nel lavoro personale clandestino. Nei confronti dell’azienda sono inoltre scattate pesanti sanzioni amministrative per l’utilizzo di manodopera in nero, con la contestuale diffida a regolarizzare le posizioni non conformi, con la possibilità di arrivare anche alla sospensione della attività.

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