Il sindaco ferito (foto Umbria24)

di Marco Torricelli e Francesca Mancosu

Il fascicolo resta aperto. Anzi, quello sulla testa sfondata al sindaco di Terni, diventa un faldone. La diatriba tra i teorici del manganello e quelli dell’ombrello si arricchisce di nuovi elementi e, se tutto va bene (si fa per dire), rischia di andare avanti per un bel po’, tra perizie e controperizie.

L’ombrello Intanto resta sotto sequestro l’ombrello. Sì, quello che ha fatto il giro del mondo, in foto e video, dopo essere stato sbandierato da un operaio delle acciaierie durante le fasi più concitate degli incidenti di mercoledì scorso e nelle quali è rimasto ferito alla testa il sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Anzi, dopo essere rimasto, per ore, all’interno della macchina dell’operaio che risulta indagato e che lo ha consegnato agli inquirenti, verrà addirittura inviato al laboratorio scientifico della polizia per essere analizzato.

VIDEO – IL CORTEO 

La perizia Il sindaco Di Girolamo dovrà sottoporsi ad una perizia medico-legale; che sarà affidata al dottor Gaetano Falcocchio, direttore della struttura di anatomia patologica dell’ospedale san Camillo de Lellis di Rieti; per accertare l’origine della ferita ed il mezzo con cui è stata procurata. Va ricordato che il referto medico parla di «ferita lacero contusa (suturata con due punti; ndr) al cuoio capelluto per trauma diretto». E che il professor Giorgio Giuliani – responsabile del dipartimento di ‘chirurgia testa collo e dei tessuti molli’, dell’unità operativa di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale di Terni – che aveva curato il sindaco, era stato deciso: «Posso dire con certezza – aveva detto – che si tratta di una ferita causata da manganello e non da altro corpo contundente».

VIDEO – L’OPERAIO FERITO ALLA TESTA

La sfida Quella che si profila, a ben vedere, è una sorta di sfida tra istituzioni: da una parte c’è il sindaco che ha più volte ribadito di essere certo di essere stato colpito da un manganello, tesi avvalorata da altri rappresentanti delle istituzioni che erano al suo fianco mercoledì scorso; mentre dall’altra c’è la questura, che ribadisce la tesi del colpo inferto dall’operaio-ombrellatore. E forse il problema sta tutto qui.

VIDEO – TAFFERUGLI E TENSIONE

L’operaioIl 37enne operaio narnese proprietario dell’ombrello, intanto, sabato parte per le vacanze: «Non esiste nessun motivo per il quale, lui e la sua famiglia, debbano rinunciarvi, visto che le avevano programmate da tempo – dice il suo avvocato, Emidio Gubbiotti – e forse sarà anche un bene, per loro, allontanarsi per un po’ dal clima di tensione che si registra intorno a questa vicenda». Vista la stagione, però, un ombrello in più avrebbe forse fatto comodo. Ma quello comprato all’Ikea, al momento, non è disponibile.

Le reazioni «Non importa se il sindaco Di Girolamo sia stato colpito da un ombrello o da un manganello. Noi – dice il capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale, Damiano Stufara – siamo certi di ciò che è successo: non sono stati i lavoratori a scagliarsi contro la polizia, ma è stato il contrario. E chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte del questore per l’operato delle forze dell’ordine. Se il questore non si è ancora dimesso, temiamo, probabilmente è perché sono in atto coperture a livelli superiori». Allo stesso tempo, dice Stufara, «invitiamo la procura che aperto il fascicolo a carico dell’operaio accusato di aver colpito Di Girolamo a inquisire per gli stessi sette capi di imputazione anche noi, i consiglieri e i parlamentari che erano lì, perché siamo responsabili dell’accaduto nella stessa misura dei lavoratori». Mentre per il segretario ternano, Giorgio Morbidoni, «la proclamazione dello sciopero generale è la prima tappa di un percorso condiviso che deve portare alla nascita di un coordinamento anticrisi insieme alle istituzioni e ai sindacati, per monitorare la situazione, presiedere i tavoli su cui avvengono le decisioni, promuovere una costituente che pianifichi un piano di sviluppo per la nostra regione».

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