di MA.T
E’ stato arrestato con la grave accusa di avere istigato al suicidio il suo commercialista. Mentre resta agli arresti domicilari l’altro imprenditore accusato di essere complice nel diabolico piano di imporre al commercialista di redifgere false fatture e contabilità, spingendolo al suicidio. Il gip del tribunale di Terni Maurizio Santoloci ha concesso la scarcerazione ad Andrea Palmieri, l’imprenditore di 53 anni arrestato dalla polizia il 5 agosto scorso con l’accusa di evasione fiscale, tentata estorsione e istigazione al suicidio nei confronti del commercialista di 59 anni gettatosi dal ponte di Augusto, a Narni, il 28 luglio scorso.
La decisione del gip Il gip ha dunque accolto la richiesta presentata dai difensori di Palmieri – gli avvocati Manlio Morcella, Giovanni Ranalli e Giovanna Nicotra – dopo il secondo interrogatorio di mercoledì scorso, nel corso del quale l’imprenditore si era dichiarato estraneo alle accuse mosse dalla procura di Terni. Alla scarcerazione aveva dato il suo consenso anche il pm Elisabetta Massini, che coordina le indagini. È invece tuttora ai domiciliari, in attesa della formalizzazione della richiesta di patteggiamento, Gianni Rossi, l’altro imprenditore arrestato dalla squadra mobile con le stesse accuse.
I retroscena Il commercialista suicida, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe caduto vittima di un piano diabolico che l’avrebbe indotto ad un tentato suicidio nella scorsa primavera, non riuscito e poi nuovamente nella morsa del raggiro, delle pressioni e delle minacce. Fino al punto di decidere di farla finita, a 59 anni, il 28 luglio gettandosi dal ponte. Sono seguiti gli arresti dei due imprenditori ternani e la scarcerazione di Palmieri. L’evoluzione delle indagini, è logico dedurre, ha indotto il giudice a valutare che non ci fossero i presupposti per la custodia cautelare.

