Immigrazione clandestina e problematiche sociali. Questo il tema affrontato mercoledì dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Gianfelice Bellesini. Seduta dunque di grande attualità, visto il fronte caldo aperto in questi giorni in particolare dopo la morte di David Raggi. Al tavolo anche il questore Carmine Belfiore, i vertici locali delle forze di polizia, l’assessore Emilio Giacchetti, il procuratore capo della Repubblica Cesare Martellino, il giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci e il responsabile dell’ufficio anagrafe di Terni, Massimo Cavadenti.
Risposta coordinata «La complessità dei temi – ha spiegato il prefetto Bellesini – richiede una risposta massimamente coordinata fra tutti gli apparati dello Stato, in modo da ricondurre a coerenza le azioni di ciascuno in un quadro strategico che non deve perdere mai di vista le prioritarie finalità di tutela della sicurezza dei cittadini e delle regole di convivenza. Ogni istituzione sta facendo il massimo in questo senso».
I problemi della procura «Il problema dell’immigrazione – ha detto il procuratore Martellino – non si può risolvere a livello locale ma presuppone necessariamente accordi con i governi dei Paesi interessati. Il nostro sistema giuridico, tuttavia, pur essendo molto garantista, ci mette a disposizione degli strumenti che vanno utilizzati meglio, soprattutto nel valutare la personalità dei soggetti coinvolti».
Maglie larghe Sulla questione è intervenuto anche Santoloci, che già nell’ordinanza di arresto per Aassoul Amine aveva parlato di ‘maglie larghe’ dei sistema giuridico: «Nel nostro sistema giuridico una sentenza diventa definitiva, e quindi va sul certificato penale, quando supera tutti i gradi di giudizio e i relativi ricorsi. In questo modo il giudice non vede le condanne precedenti, il criminale predatore può delinquere in modo seriale per due-tre anni e la prassi applicativa vuole che gli venga concessa, in quanto incensurato, la pena sospesa e quindi l’immediata scarcerazione. La custodia cautelare poggia su tre basi: il pericolo di inquinamento probatorio, di reiterazione del reato e quello di fuga. Per quest’ultimo, accade che molti comuni concedono la residenza anagrafica nel territorio anche a soggetti pluripregiudicati. Così il criminale esibisce al magistrato il documento di identità che attesta la residenzialità ed elimina così il pericolo di fuga, con la conseguenza che ne può essere disposta la scarcerazione. Dobbiamo sforzarci tutti di fare qualcosa in più anche per far emergere le denunce e le condanne precedenti che il magistrato deve poter vedere per evitare queste scarcerazioni facili. Nelle scuole di polizia stiamo insistendo per cambiare le strategie giudiziarie e soprattutto per poter considerare i precedenti di fatto».
Verso il derby Con la partecipazione del presidente della Ternana Calcio, Francesco Zadotti, e dei vigili del fuoco, l’incontro è servito anche a fare il punto sui lavori di adeguamento dello stadio Liberati in vista del derby Ternana-Perugia del 18 aprile. Fissato per l’8 aprile il sopralluogo dei tecnici che dovrebbe dare il via libera all’utilizzazione della curva Ovest per la tifoseria ospite.
Festività pasquali Nel corso della seduta sono state anche concordate le strategie per gli specifici servizi di vigilanza e prevenzione durante le festività pasquali. In quest’ottica, particolare attenzione verrà riservata alle misure a tutela della mobilità e della circolazione stradale, al sereno svolgimento delle celebrazioni religiose, alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, alla vigilanza degli obiettivi sensibili.
Straniero espulso Mentre era in corso il vertice in prefettura un cittadino straniero, originario del Bangladesh, è stato espulso dal territorio nazionale con accompagnamento alla frontiera dopo i controlli effettuati in centro dalla polizia municipale. L’uomo, un 36enne venditore ambulante che ha dichiarato di essere domiciliato a Terni, era stato controllato da una pattuglia del gruppo operativo commerciale che lo ha sanzionato per ‘esercizio del commercio abusivo’, sequestrandogli la merce. L’uomo poi è risultato non in regola con un decreto di espulsione dell’aprile 2014. Il prefetto ha emesso a suo carico il nuovo decreto di espulsione con accompagnamento alla frontiera.

sono d’accordo con il giudice Santoloci