di Massimo Colonna

Si presentavano in giacca e cravatta chiedendo di provare auto di grossa cilindrata. Poi, approfittando di qualche istante di distrazione degli addetti, rubavano le chiavi per poi andarsene direttamente a bordo di quei bolidi. Sono finiti così in manette due romani pregiudicati, classe 1967 e 1970, raggiunti martedì mattina dall’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal tribunale di Terni. Operazione dei carabinieri di Terni che smantella così un giro di furti che aveva base proprio nella capitale e che aveva allungato i tentacoli fino alla zona industriale di Maratta e Narni.

Gli arresti Le accuse mosse dalla procura della Repubblica di Terni, tramite l’ufficio del pubblico ministero Raffaele Iannella, parlano di furto aggravato in concorso. I due arrestati sono due vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, professionisti in questo tipo di raggiro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il loro piano era quello di rubare auto, che per il momento non sono state rintracciate, per poi piazzarle a qualche ricettatore a Roma, portandosi via anche qualche targa che serviva per chiudere il cerchio.

I furti Tutto è partito dalle segnalazioni di furto denunciato dal febbraio scorso da tre concessionarie diverse della zona Maratta. Le auto rubate sono tre Mercedes, portate via sempre con la stessa tecnica. I due si fingevano clienti di un certo livello, chiedevano di provare l’auto e poi rubavano le chiavi, andando poi a prendersi la macchina quando nessuno se lo aspettava e senza dare nell’occhio.

Colpo sventato Un quarto caso, come hanno riferito i carabinieri del comandante provinciale Giovanni Capasso, è stato sventato a Narni: anche in questo caso era finita nel mirino una concessionaria ma l’intervento dei militari dell’Arma ha fermato il piano.

Sicurezza partecipata Nel corso della conferenza stampa il comandante Capasso ha posto l’attenzione sul concetto di sicurezza partecipata. «L’azione delle forze dell’ordine – ha spiegato – trae vantaggio anche dalle segnalazioni dei cittadini, che noi invitiamo sempre a segnalare persone sospette che magari si incontrano nel proprio quartiere».

Twitter @tulhaidetto

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