di Massimo Colonna
«La digitalizzazione non può essere la panacea di tutti i mali, ma certo può essere utile per liberare tempo da impegnare in altro lavoro. Il tutto in un momento storico in cui la giustizia ha bisogno di dare risposte certe anche in ottica dei tempi». E’ questo l’approccio con cui le istituzioni locali hanno dato il benvenuto al nuovo sistema di gestione digitale dei documenti relativi alla giustizia ternana. E’ il Tiap, il trattamento informatizzato degli atti processuali, che dopo lo sbarco in altre realtà come Roma e Perugia arriva anche a Terni.
Le istituzioni «In sostanza tutti gli operatori del percorso giustizia, dai pubblici ministeri agli avvocati fino ai vari consulenti, avranno la possibilità di poter avere documenti e atti processuali in formato digitale. Questo porterà sicuramente ad un miglioramento dei tempi della giustizia». A presentare il nuovo percorso il procuratore capo di Terni Alberto Liguori, ad una platea di istituzioni politiche e forze dell’ordine. Tra i presenti il procuratore generale Fausto Cardella, già procuratore a Terni per cinque anni, l’ex procuratore capo ternano Cesare Martellino, il sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci, il questore Carmine Belfiore e tutti i rappresentanti delle istituzioni, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e gli esponenti regionali Fabio Paparelli e Eros Brega. Per la fondazione Carit, che ha appoggiato l’iniziativa, il presidente Luigi Carlini.
Il progetto «Vorrei ringraziare – ha spiegato Liguori – in particolare il sottosegretario Bocci perchè ha rappresentato in questa occasione, come in altre, il vero motore dell’iniziativa grazie alla sua politica del fare bene e fare veloce che in questo caso si esplicita in maniera evidente. Co-autori di questo percorso anche gli esponenti Paparelli e Brega, ma anche il questore Belfiore e tutti gli altri organismi che hanno preso parte a questa attività che sicuramente porterà vantaggi a tutti. L’obiettivo è quello di snellire il lavoro nel recepire documenti, ma la sfida non è quella di lavorare di meno, ma di lavorare meglio visto che il tempo risparmiato potrà essere impegnato in altre attività».
I tempi della giustizia Dunque il nuovo formato digitale sarà a disposizione della giustizia ternana che negli ultimi mesi ha inglobato anche quella di Orvieto e parte di quella di Spoleto con l’aggiornamento delle piante organiche dei tribunali. «Oggi più che mai – ha spiegato il sottosegretario Bocci – c’è bisogno di una giustizia che dia risposte certe in tempi veloci. Non basta un maggiore impegno di giudici e magistrati, ma serve anche l’appoggio della tecnologia che di certo non è la panacea di tutti i mali ma sicuramente può essere utile». «Il nostro impegno – ha spiegato Carlini della Fondazione Carit – è sempre puntato ad un welfare di comunità e questa iniziativa va proprio in questa direzione perchè coinvolge una parte della città il cui lavoro però ricade poi sull’intera cittadinanza».
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