di Marco Torricelli
Di conferme ufficiali, manco l’ombra. Di silenzi e sguardi significativi, a bizzeffe. Ma, soprattutto, nessuna smentita. Insomma, martedì prossimo, al tribunale di Terni – in occasione della prima udienza del processo che vede imputato il presidente del consiglio regionale, Eros Brega – si potrebbe presentare un attore nuovo e di peso: il Comune di Terni. Che chiderà di costituirsi ‘parte civile’.
Risarcimento Il Comune di Terni, quindi, si riterrebbe soggetto danneggiato dai reati che, secondo il pubblico ministero, Elisabetta Massini, sarebbero stati commessi e, in caso di condanna, potrebbe dunque ottenere un risarcimento.
Accuse Le contestazioni che vengono mosse ad Eros Brega vanno dal peculato al falso ideologico, fino alla calunnia e alla concussione. Ipotesi di reato relative, per la maggior parte, alla gestione dei fondi per gli Eventi Valentiniani, nel periodo compreso fra il 2001 e il 2005. La procura aveva individuato quali parti offese, tra gli altri, proprio il Comune di Terni e il ministero della Giustizia.
Porcacchia Un episodio finito al centro della vicenda è quello relativo ad un incontro, in carcere, con l’ex direttore di Confcommercio, Leandro Porcacchia, dopo l’arresto di quest’ultimo. Lo stesso Porcacchia, nel febbraio dello scorso anno, ha patteggiato una condanna a tre anni per estorsione e peculato, chiudendo di fatto anche la sua personale partita giudiziaria, in parte legata alla gestione dei fondi per gli eventi valentiniani.
Estraneo Il presidente del consiglio regionale, attraverso il proprio legale Manlio Morcella, si è sempre dichiarato estraneo alle accuse, tanto che a ottobre dello scorso anno, quando aveva ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, proprio ad Umbria24, aveva detto: «Non vedevo l’ora che si chiudesse questa indagine. Io sono tranquillo perché so che non ho fatto nulla», aggiungendo che «è giusto che chi ha ruoli come il mio venga sottoposto a controlli». A febbraio del 2012, Eros Brega aveva spiegato in un’intervista, sempre ad Umbria24, il proprio punto di vista. Arrivando a dire, nel dicembre di quell’anno, che in caso di rinvio a giudizio si sarebbe dimesso immediatamente. A gennaio del 2013, poi, era stato lo stesso Brega a chiedere di essere giudicato attraverso il rito immediato. Richiesta accolta a giugno, tanto che il processo si aprirà, appunto, martedì prossimo.
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Caso politico Non sfugge a nessuno che una ‘discesa in campo’ del Comune di Terni, con la costituzione di parte civile nel processo avrebbe una notevole rilevanza e che la vicenda travalicherebbe gli aspetti meramente giudiziari per assumere i contorni del caso politico, e proprio per questo che l’atmosfera, in vista di martedì, si fa tesa: tra meno di un anno ci sono le elezioni amministrative e questo processo potrebbe entrarci a pieno titolo.
No comment Chiedere conferme alle indiscrezioni è inutile. Il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, che tiene a ribadire come la sua posizione sia «di assoluto rispetto per il lavoro della magistratura, alla quale confermo la piena fiducia già espressa in altre occasioni», non conferma, ma nemmeno smentisce; mentre dagli ambienti vicini all’amministrazione ci si limita a dire che «nel caso, si tratterebbe solo di un atto dovuto». Ma sul fronte degli ‘innocentisti’ c’è chi fa notare che, «in altre occasioni, una simile decisione non è stata presa».
