Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

Scadranno il 30 giugno i contratti dei funzionari addetti all’Ufficio per il processo in servizio anche al tribunale di Perugia, mentre è in corso il percorso di stabilizzazione che porterà alla stipula dei contratti a tempo indeterminato. In questo quadro un gruppo di funzionari dell’Ufficio per il processo della sezione penale – ufficio dibattimento – del tribunale di Perugia ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al viceministro Francesco Paolo Sisto per chiedere garanzie sulle mansioni che saranno chiamati a svolgere dopo la stabilizzazione.

Al centro della presa di posizione c’è il nuovo decreto legge 100 del 2026, che – secondo quanto sottolineato dagli stessi firmatari – consente agli addetti di continuare a operare a supporto della giurisdizione, in diretta collaborazione con i magistrati e nel rispetto delle competenze maturate negli uffici giudiziari. A preoccupare i funzionari sono però le istanze avanzate dai sindacati e la prospettata modifica del decreto sulle mansioni, con il rischio – spiegano – di una sovrapposizione con il profilo del funzionario giudiziario e di una perdita del patrimonio professionale acquisito negli anni del Pnrr. Di seguito la lettera integrale firmata dagli Addetti all’Ufficio per il Processo del Tribunale di Perugia – Sezione Penale – Ufficio Dibattimento.

Alla cortese attenzione del Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio,
Alla cortese attenzione del Viceministro della Giustizia, On. Francesco Paolo Sisto,

Siamo un gruppo di Funzionari addetti all’Ufficio per il processo, in servizio presso il Tribunale di Perugia, sezione Penale, Ufficio Dibattimento. In considerazione della imminente conclusione della procedura di stabilizzazione, riteniamo necessario appellarci a Questo Ministero per vedere rispettata e riconosciuta la nostra Dignità professionale.

La figura professionale del funzionario addetto all’Ufficio per il processo (AUPP), introdotta ai sensi dell’art. 11 d.l. n. 80/2021 e prevista dal PNRR, è stata istituita nell’ambito degli uffici giudiziari al fine di garantire lo smaltimento dell’arretrato e migliorare i tempi di definizione dei processi, con compiti di carattere giurisdizionale e, solo in via residuale, di raccordo e supporto alle cancellerie. Di fatto, quindi, il funzionario addetto all’Ufficio per il processo è stato concepito come la figura del legal clerk propria dei sistemi di common law o degli assistenti di giustizia presenti in Francia e Germania nonché quella dell’assistente di studio dei giudici costituzionali italiani. Si tratta, quindi, di collaboratori del giudice che danno un contributo significativo all’attività di ricerca, studio e formazione della decisione, mediante la realizzazione di bozze di provvedimenti e minute di sentenze.

I risultati ottenuti con l’impiego delle nuove risorse sono stati proficui sia in ordine alla riduzione delle pendenze sia della durata dei tempi della giustizia, come risulta dal monitoraggio compiuto dal Ministero. Tali risultati confermano la validità dell’investimento effettuato nella creazione di questa figura professionale – che non rappresenta il mero duplicato del funzionario giudiziario – ma che assume un ruolo strategico nella organizzazione giudiziaria al fine di garantire una riduzione dei tempi della giustizia. Qualora venisse tradita questa finalità, si verificherebbe una dilatazione della durata dei processi, con la creazione di nuovo arretrato.

Siamo consapevoli che le recenti disposizioni contenute nel Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100, testimoniano la costante attenzione del legislatore verso l’efficienza e l’organizzazione del sistema giustizia. La predisposizione di un mansionario che prevede l’assegnazione al Funzionario AUPP di compiti di prevalente sostegno alla giurisdizione, con un ruolo di coordinamento con la cancelleria e lo svolgimento di attività amministrativa solo a livello meramente residuale, appaiono conformi, da un lato al mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi relativi alla riduzione della durata dei processi, dall’altro al raggiungimento di ulteriori obiettivi di qualità ed efficienza dei servizi giudiziari. Ciò a garanzia dei dettami del giusto processo.

Si auspica che il percorso di stabilizzazione verrà attuato così come previsto dal decreto e non mediante una sovrapposizione alle mansioni previste nel profilo del funzionario giudiziario, con il rischio di una duplicazione della professionalità già esistente e la frustrazione degli obiettivi di speditezza della Giustizia. La famiglia dei servizi giudiziari dovrà, quindi, comprendere tanto le mansioni proprie del funzionario giudiziario ordinario quanto quelle acquisite nell’alveo dell’Ufficio per il Processo. Una stabilizzazione che preveda una assegnazione prevalente su mansioni di natura amministrativa finirebbe per attenuare il valore dell’investimento compiuto dallo Stato nella formazione di tali professionalità e per disperdere un patrimonio di competenze che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di modernizzazione degli Uffici giudiziari.

Non si comprende, inoltre, come le sigle sindacali incontrate dal Ministro in data 17 giugno 2026, a prescindere degli interessi dei singoli iscritti, possano avanzare richieste in totale contrasto con quanto espressamente previsto all’art. 4 Cost., che, non si limita a riconoscere il diritto al lavoro e promuoverne le condizioni che lo rendano effettivo, ma afferma anche il dovere di ogni cittadino di concorrere, secondo le proprie capacità e la propria scelta, al progresso materiale e spirituale della società. Con la partecipazione alla procedura di stabilizzazione, noi Funzionari AUPP aderiamo consapevolmente alle scelte fatte dal Ministero con D.L. n. 100 del 2026, che prevede che i funzionari opereranno in via ordinaria in diretta collaborazione con i magistrati, salvo casi di urgente e comprovata necessità. Desta, quindi, preoccupazione l’incertezza relativa alla contemplata modifica del decreto, nell’eventualità che possa determinare una coincidenza delle funzioni dell’Addetto all’Ufficio per il Processo con quelle del funzionario giudiziario.

Per tali ragioni si auspica che il processo di conversione del decreto riconosca una collocazione professionale coerente con le scelte e le competenze professionali, nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione nonché di valorizzazione del merito.

Gli Addetti all’Ufficio per il Processo del Tribunale di Perugia – Sezione Penale – Ufficio Dibattimento.

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