di Massimo Colonna
Massimiliano Piraccini, romano 42enne, ha perso la vita precipitando con il paracadute vicino all’aviosupericie di Terni. Stava compiendo un lancio, ma qualcosa deve essere andato storto. Non c’è stato nulla da fare. E’ accaduto vicino all’area dove nel giugno del 2010, a seguito di un lancio con il paracadute morì Pietro Taricone.
Fotogallery dal luogo dell’incidente
I particolari Il suo corpo è stato trovato nei pressi di un casolare abbandonato a circa un chilometro dall’aviosuperficie, dove era presumibilmente previsto l’atterraggio. Sul posto, oltre ai soccorsi e agli uomini della polizia scientifica, gli agenti della squadra volante della questura di Terni e il pubblico ministero di Terni Camilla Coraggio.
Il testimone Secondo quanto riporta un testimone, l’uomo «era un paracadutista esperto. Durante il volo è riuscito ad aprire il paracadute ma ci sono stati problemi durante una manovra di avvitamento. L’uomo ha tentato una operazione di emergenza» ma non ce l’ha fatta. Al momento del lancio comunque non c’erano condizioni meteo avverse. L’uomo si è lanciato con altri 5 compagni, i cui lanci sono andati a buon fine.
I particolari Nessuna attività di soccorso è stata possibile da parte degli operatori sanitari del 118 intervenuti. «Il decesso è avvenuto all’istante» hanno riferito alla centrale operativa del 118 che ha ricevuto l’allarme alle 10.46 e che con il coordinamento dell’infermiere professionale Alessandro Rossi ha disposto l’invio sul posto di una autoambulanza e di una auto medicalizzata. Dell’equipaggio dei soccorsi facevano parte anche operatori sanitari che erano intervenuti cinque anni fa, quando, sempre nella zona dell’avio superficie di Maratta Bassa si era schiantato al suolo l’attore cinematografico Pietro Taricone, trasferito in gravi condizioni all’ospedale di Terni, dove venne anche tentato un intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita. Attraverso l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia gli operatori sanitari intervenuti sul posto dell’incidente riferiscono che le condizioni del tempo non erano sfavorevoli e che le cause della tragedia sono riconducibili ad altre ipotesi ora al vaglio degli inquirenti.
Condizioni ok «Abbiamo ragionato con i responsabili della squadra (The Zoo, ndr) di cui faceva parte Massimiliano – spiega Sandro Corradi, presidente dell’Atc che gestisce l’aviosuperficie ‘Alvaro Leonardi’ – se fosse il caso di chiudere la struttura in segno di lutto. Mi hanno di no, che vogliono che si vada avanti. E’ una disgrazia. Anche perchè parliamo di un lanciatore esperto, con oltre mille lanci alle spalle. Pensate che molto spesso gli veniva affidato anche il compito di riprendere gli altri in volo con la telecamera. Le condizioni meteo? Erano buone: io sono arrivato sul posto una mezz’ora dopo il fatto e mi hanno detto che c’erano 6 nodi, quindi circa 10 chilometri. Condizioni buone, anche per la visibilità. L’unica cosa che non si capisce è l’apertura del paracadute di emergenza, avvenuta in ritardo rispetto agli standard. Di solito si apre fino a 200 metri di altezza. Invece mi dicono che ha avuto dei problemi, anche da subito dopo il lancio. Staremo a vedere. Aspettiamo il lavoro di chi dovrà fare chiarezza».
