di Fabio Toni
Un’udienza di oltre mezz’ora in cui la difesa ha esposto le sue ragioni, chiedendo il dissequestro della struttura. Dopo i sigilli scattati lo scorso 30 agosto al poligono di tiro di Marmore, giovedì mattina si è svolto il riesame davanti al tribunale di Terni in composizione collegiale. La proprietà della struttura – rappresentata dagli avvocati Alessandro Ricci e Andrea Moroni – ha chiesto l’annullamento della misura cautelare reale disposta dal gip Simona Tordelli su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini. La decisione potrebbe giungere nelle prossime ore, probabilmente nella giornata di venerdì.
L’accusa.. La motivazione con cui il pm, assente al riesame, ha chiesto e ottenuto il sequestro della struttura, è legata alla mancanza della licenza, senza la quale – come indica l’articolo 57 del Tulps – «non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa».
..e la difesa La proprietà sostiene, invece, di essere comunque nel giusto. «Nel 2001 – afferma l’avvocato Alessandro Ricci – la questura di Terni ha autorizzato l’attività con un provvedimento che ha tutte le caratteristiche della licenza, incluse le prescrizioni necessarie. A questo si legano gli atti autorizzativi rilasciati dal comune di Terni a partire dal 1994, anno in cui il poligono è entrato in funzione». E poi: «L’attuale Tulps prevede l’obbligo della licenza solo se il sito presenta determinate caratteristiche. E il poligono di Marmore, come illustrato nelle perizie consegnate al collegio, è completamente isolato dal centro abitato, dalle vie pubbliche e non pone alcun problema in termini di sicurezza».
L’attività Per ottenere la rimozione dei sigilli, la difesa fa leva anche sul valore della struttura che accoglie ogni anno manifestazioni di livello internazionale e non solo, visto che ospita l’accademia Benelli – Beretta e le esercitazioni di vari corpi militari e di polizia: dai Nocs, alle forze speciali di polizia e dei paracadutisti, i militari predisposti al tiro, oltre all’esercito e all’aereonautica.
