di Fabio Toni
Estorsione e maltrattamenti in famiglia. Queste le accuse che hanno portato in carcere F.M., 21enne ternano, già noto alle forze dell’ordine come tossicodipendente e con precedenti penali. Ha accolto con un sorriso di sfida i carabinieri che sono andati a prelevarlo. Fino a quando non si è reso conto che lo avrebbero trasferito in carcere.
Quattro anni di inferno Il giovane negli ultimi quattro anni si ha fatto vivere a sua madre, una 40enne invalida civile che vive con 250 euro di pensione, un vero inferno. Per ottenere i soldi per acquistare la droga, spesso il giovane la minacciava di morte brandendo un coltello oppure la picchiava. Collutazioni a cui neppure il compagno della donna ha saputo porre un freno.
Madre esasperata Lo scorso dicembre, esasperata da anni di vessazioni, la madre ha deciso di denunciare l’intera vicenda ai carabinieri. La storia parla di un degrado familiare vissuto all’interno delle mura domestiche. La stessa casa è risultata danneggiata in più parti, proprio a causa dei comportamenti del giovane, in particolare durante le crisi di astinenza. L’ultima perquisizione nell’abitazione, ha fatto emergere anche la presenza di un bilancino di precisione e alcuni semi di canapa.
Comportamenti indegni Sulla base delle testimonianze raccolte dai carabinieri, a cui ha fatto seguito la richiesta da parte del sostituto procuratore Elisabetta Massini, il gip Maurizio Santoloci ha disposto l’arresto del giovane e il suo trasferimento nel carcere di vocabolo Sabbione. «Si tratta di crimini familiari – scrive il gip Santoloci nell’ordinanza di fermo – operanti spesso entro un’atavica monade comportamentale, sigillata dal confine apparentemente impenetrabile delle mura domestiche, individuate dalla volontà delinquenziale degli autori come perfette complici silenti delle loro azioni neotribali». E ancora «l’allarmante segnale sociale derivante da questa tipologia di crimini familiari, con danni seriali per le vittime dentro le mura domestiche, è tale da rendere necessario e doveroso un intervento delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria per stroncare alla radice questo tribale stile di vita di alcuni soggetti ancorati a comportamenti indegni di coesistenza con i principi basilari di una moderna società civile».


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