di Massimo Colonna

Le ultimi indagini della procura hanno messo in evidenza la presenza di oltre 35mila file. Immagini che gli inquirenti definiscono «forti»e che rientrano in quel materiale pedopornografico da cui è partita l’indagine che ha portato alla sentenza di condanna a quattro anni di reclusione a carico di un 54enne ternano, già condannato per reati simili a Salerno.

La decisione A chiudere il processo è stato il collegio dei giudici, con Massimo Zanetti presidente e a latere Federico Bona Galvagno e Natalia Giubilei, che nella tarda mattinata d martedì ha reso nota la decisione dopo aver sentito per un’ultima volta le parti. Il 53enne è stato così condannato a 4 anni di reclusione.

Le parti Accolte quasi in toto le richieste del pubblico ministero Marco Stramaglia, che al termine della requisitoria aveva chiesto la condanna a quattro anni e mezzo. Di contro l’avvocato difensore, Alessio Pressi, aveva sollevato una questione tecnica che riguardava la differenza tra il possesso del materiale e l’utilizzo dello stesso. Al termine dell’udienza poi ecco la decisione del collegio, che si è basata anche sull’ultima ricostruzione degli agenti di polizia che hanno portato avanti le indagini per conto della procura.

I 35mila file Nel pc dell’uomo infatti gli inquirenti hanno trovato oltre 35mila file ritenuti probanti  dall’accusa: materiale pedopornografico giudicato pesante dagli inquirenti. Nel computer inoltre riscontrati anche dei programmi di solito utilizzati per casi come questo, in particolare perla cancellazione di foto e video. L’uomo, oltre alla pena comminata dal tribunale di Terni, deve anche scontare una condanna a 5 anni del tribunale di Salerno.

@tulhaidetto     

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