di Massimo Colonna
Il processo per le malattie di quattro dipendenti dell’inceneritore Asm di Maratta (di cui due mortali) arriva al bivio della Corte Costituzionale: il prossimo 31 maggio infatti i giudici decideranno su un ricorso presentato nell’ambito del processo aperto a Torino per le vittime dell’eternit se quel processo incardinato sulla morte dei dipendenti si basa sullo stesso fatto del precedente percorso giudiziario. Perché a quel punto scatterebbe il modello del ‘bis in idem’, cioè un duplice giudizio sullo stesso avvenimento. Realtà non concepita dall’ordinamento italiano.
Il precedente La decisione della Corte sul processo eternit di Torino potrebbe così rappresentare un precedente di cui le difese dei dieci indagati potrebbero prendere atto e presentare poi nuove istanze al gup del tribunale di Terni Simona Tordelli, che lunedì mattina ha tenuto una nuova udienza.
L’udienza In aula dunque si è tornati dopo che la corte di cassazione ad aprile aveva respinto la sentenza di ‘non luogo a procedere‘ emessa dal gup Pierluigi Panariello. In apertura c’è stata la riformulazione delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Dino Parroni e Cristina Rinaldi, con la conferma in blocco del precedente procedimento tranne che per i famigliari di uno dei due operai deceduti, Ivano Bordacchini (l’altro Giorgio Moretti) per cui si è costituita soltanto la moglie. Per questa nuova costituzione le difese degli indagati hanno chiesto al giudice un rinvio per poter ottenere la notifica di tutti i nuovi atti, istanza che però è stata respinta.
Come a Torino Poi i legali difensori dei dieci indagati, ossia Roberto Spoldi, Paolo Dell’Anno, David Brunelli, Giovanna Corrias e Francesco Ciotti, hanno chiesto di poter attendere la presa di posizione della corte perché nel caso in cui i giudici decideranno che a Torino non si può aprire un nuovo processo per le ipotesi di reato legate alle morte dei dipendenti dopo che è passato in giudicato quello per la gestione dell’azienda (un profilo in cui rientrerebbe in pieno anche il caso inceneritore), ecco che la partita giudiziaria potrebbe cambiare radicalmente.
Le nuove date Il 31 maggio ecco dunque la decisione sul processo Eternit che di fatto segnerà anche quello di Terni. Nel caso in cui la corte deciderà per dare l’ok alla costituzionalità del procedimento, ecco che per le difese dei dieci indagati per omicidio colposo e lesioni colpose, vale a dire l’ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, gli ex presidenti della società Giacomo Porrazzini e Piero Sechi, l’ex direttore generale Asm Moreno Onori, i vecchi membri del consiglio d’amministrazione Paolo Olivieri, Raffaele Iannotti, Attilio Amadio, il direttore generale attuale Stefano Tirinzi e i due tecnici Giovanni Di Fabrizio e Aldo Di Raimo Marrocchi, potrebbero aprirsi due strade: o quella dell’iter processuale tradizionale oppure la richiesta di rito abbreviato. La successiva data è fissata al 6 luglio.
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