di F.T.
Non è raro che i rapporti fra i vicini siano pessimi. Meno frequente è che il tutto degradi in minacce ‘sataniche’ attraverso simboli esoterici e altri, decisamente grevi ma comunque accompagnati da un certo ‘gusto’ per l’occulto.
L’origine Protagoniste della vicenda, finita in un’aula del tribunale, sono due famiglie che vivono l’una accanto all’altra nella frazione narnese di Ponte San Lorenzo. In comune hanno solo la rampa di accesso ai garage: quanto basta, evidentemente, per far deflagrare i rapporti, specie se di mezzo c’è anche un cancello che si vuole chiuso o aperto a seconda dei punti di vista.
La ‘barriera’ Così si litiga e le prime querele, reciproche, partono nel 2009. Poi una delle due famiglie decide di installare una lastra metallica a mo’ di divisorio, per tutelare la propria privacy ed evitare di incrociare anche solo lo sguardo con i vicini-nemici, una coppia di coniugi di 50 e 42 anni. È a quel punto che la situazione precipita e inizia la trafila dei messaggi inquietanti lasciati, secondo l’accusa, da marito e moglie.
Messaggi ‘infernali’ La lastra metallica diventa una lavagna dove disegnare simboli fallici, offese e scritte ‘sataniche’: dal numero ‘della bestia’ – il 666 – alle croci rovesciate e altri ancora. Incluso un manoscritto minaccioso con sopra l’immagine capovolta di Gesù con una croce nera, il 666 e – cosa più inquietante – il nome della figlia della vicina. I messaggi iniziano a comparire anche su una porta-finestra che si affaccia sulla rampa comune e sono anche grotteschi. Come la frase (in dialetto), «fatte li c. tua, sfigata» che in sé non sembra avere molto di esoterico ma che, scritta al contrario e sottosopra, rimanda – secondo la vicina ‘bombardata’ – ad uno dei must del satanismo fai-da-te: il linguaggio rovesciato.
Alla fine le querele hanno portato all’apertura di due procedimenti penali nei confronti dei coniugi. Quello tutt’ora in corso li vede imputati per ingiurie, minacce e danneggiamenti perché in un paio di episodi avrebbero pure preso di mira la lastra metallica divisoria con un oggetto appuntito. Il processo è in corso davanti al tribunale di Terni – giudice Federico Bona Galvagno – e giovedì mattina in aula è stata sentita la persona offesa, parte civile attraverso l’avvocato Marco Tudisco del foro di Terni. Gli altri testi verranno sentiti in seguito e c’è chi – con facile ironia – invoca anche la deposizione di un esorcista.
