Un'aula di tribunale (foto U24)

di Mas. Col.

Sfilano i testi dell’accusa davanti al giudice nel processo sulle mazzette alla soprintendenza delle Belle Arti. Nuova udienza in tribunale per il procedimento che vede alla sbarra sette persone, tra dirigenti e funzionari, con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e altri reati amministrativi.

I testi dell’accusa Davanti al giudice martedì mattina sono sfilati i testi indicati dall’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Barbara Mazzullo, i quali hanno ricostruito la propria versione dei fatti. Secondo la procura i dirigenti e i funzionari avrebbero incassato soldi per soprassedere in merito ad alcuni lavori effettuati per ristrutturare edifici storici come la chiesa di San Francesco e l’ex monastero delle Orsoline di Calvi dell’Umbria, ma anche la Porta Ternana all’ingresso del centro storico di Narni e il museo delle Armi di Terni.

Rischio prescrizione Al termine dell’udienza il giudice ha disposto il rinvio al prossimo 21 luglio, quando in aula sfilerà ancora un testimone dell’accusa e poi toccherà alla difesa. Sul processo pende la tagliola della prescrizione, che potrebbe scattare entro la fine del 2016 per quanto riguarda l’accusa di corruzione. Mentre i reati amministrativi non vanno in prescrizione.

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