di Marco Torricelli e Ivano Porfiri
Manganellate alla manifestazione dei lavoratori della Tk-Ast a Terni. Anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo è finito con la testa insanguinata.
LA PRESIDENTE MARINI E LE ALTRE REAZIONI
I fatti Il corteo si era snodato per le strade di Terni senza incidenti, terminando sotto la prefettura. Poi i lavoratori hanno deciso di dirigersi verso la stazione per occupare i binari. La polizia li ha fatti arrivare fino all’ingresso, poi la tensione si è acuita. I lavoratori chiedevano di entrare, è arrivato anche il sindaco, l’assessore Malatesta e il senatore Gianluca Rossi per mediare. A quel punto, però, i lavoratori sono entrati in contatto con gli agenti ed è volata qualche manganellata. Un operaio è stato ferito in testa. Anche Di Girolamo ha preso una manganellata. Con la testa piena di sangue ha comunque raggiunto i lavoratori che sono stati fatti poi passare fino ai binari.
VIDEO2. UN OPERAIO FERITO ALLA TESTA
AUDIO-VIDEO, ROSSI: «URGENTE INTERROGAZIONE PARLAMENTARE»
Binario occupato Il binario 1 della stazione di Terni è stato quindi occupato per circa mezzora da alcune centinaia di lavoratori della Tk-Ast. Secondo quanto riferisce l’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato l’occupazione, gia’ terminata, ha causato ritardi ad alcuni treni regionali. In particolare, un convoglio e’ rimasto fermo alla stazione di Spoleto accumulando un ritardo di circa 40 minuti.
Ricevuti dal prefetto Subito dopo il termine della manifestazione, il sindaco e le altre autorità sono stati ricevuti dal prefetto Vincenzo Saladino, che si è detto rammaricato per quanto accaduto.
Due punti di sutura al sindaco Sono stati applicati due punti di sutura in testa al sindaco Leopoldo Di Girolamo. Di Girolamo è trattenuto in osservazione all’Ospedale Santa Maria e il referto medico parla di ferita lacero contusa al cuoio capelluto per trauma diretto. Il sindaco si è definito molto amareggiato e ha parlato di violenza incomprensibile.
Ferito un lavoratore Anche un lavoratore è finito al pronto soccorso con la testa rotta da una manganellata della polizia: «Ero voltato di spalle e non l’ho vista arrivare, quella bastonata – racconta – e non no neanche potuto cercare di evitarla. Mi si sono piegate le ginocchia e ho capito cosa fosse successo solo quando ho sentito il sangue che mi colava in faccia e le persone vicine a me che gridavano di chiamare un ambulanza».
Di Girolamo: «Travolti da reazione esagerata» Stupito e addolorato il sindaco Di Girolamo: «Non è mai successo nulla di simile in una città come la nostra – ha detto -, neppure in circostanze ben più drammatiche. Noi eravamo lì per placare gli animi e siamo stati travolti da una reazione esagerata».
Malatesta: «Indignato» L’assessore Marco Malatesta, colpito anche lui, ha ironizzato: «Si è realizzato il sogno di molti italiani: vedere i politici manganellati dalla polizia». Fuori dall’ironia, ha aggiunto: «Sono indignato, noi eravamo girati di spalle alla polizia quando siamo stati colpiti, cercavamo solo di placare gli animi».
Rossi: «Caso al governo» Il senatore Gianluca Rossi ha annunciato che presenterà un’interrogazione al ministro dell’Interno su quanto avvenuto. «L’azione violenta delle forze di polizia contro il corteo di manifestanti è imperdonabile e gravissima – scrive su Facebook Rossi -. Si è trattato di una vera e propria lacerazione del tranquillo svolgimento del corteo, oltre che un’azione insensata e priva di alcuna motivazione. Per questo, esprimo la più severa condanna verso chi non ha saputo gestire la sicurezza dei manifestanti assieme a tutta la mia solidarietà al sindaco Leopoldo Di Girolamo e al lavoratore, entrambi colpiti dalle forze di polizia. Devono essere chiariti – aggiunge Rossi – quanto prima la catena del comando e gli ordini impartiti: per questo presenterò oggi stesso un’interrogazione al Ministro Alfano e mi rivolgerò a tutte le autorità competenti. Infine rivolgo la mia solidarietà ai manifestanti che vedono le giuste ragioni della loro protesta calpestate dalla violenza. Il loro impegno deve comunque continuare nel segno del dialogo e della collaborazione».
Assessore, colpa di questura e prefettura Alla stazione di Terni era presente anche l’assessore allo Sviluppo Economico Sandro Piermatti:«L’ordine di caricare dato alle forze dell’ordine è molto grave e ricade interamente sui vertici della questura e della prefettura. La lotta che stanno portando avanti i lavoratori dell’Ast è una lotta che riguarda tutta la città di Terni e tutta la regione dell’Umbria ed ha una rilevanza nazionale in quanto si stanno decidendo le sorti di uno stabilimento strategico per le politiche industriali del Paese. In questo clima di grandissima preoccupazione per il lavoro e per le sorti economiche di Terni tutto serve meno che interventi repressivi che acuiscono una tensione già alta e creano un clima torbido. I lavoratori e le organizzazioni sindacali di questa città hanno sempre dimostrato un grande senso civico e responsabilità nel portare avanti le lotte che sono a cuore a tutti i Ternani. Sono decenni che non si registra un episodio che denota una così elevata insensibilità e grande difficoltà nel gestire l’ordine pubblico».
