di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto

Folla commossa mercoledì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria del Rivo dove si sono svolti i funerali di Giulio Moracci, il 91enne ucciso da una banda di rapinatori il 28 aprile a Gabelletta. In prima fila i famigliari, con la moglie Fioranna, il figlio Filippo e sua moglie Eleonora, poi i nipoti di Giulio. Intanto il terzo rumeno è stato interrogato dal pubblico ministero in carcere.

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Il saluto della famiglia Durante la cerimonia la nipote di Giulio ha letto un messaggio a nome della famiglia. «Caro zio Giulio, finalmente possiamo celebrare i funerali dopo il tragico gesto di quei tre balordi. Noi siamo tutti qui con te, i tuoi famigliari ti sono vicini. In particolare la tua nipotina Sofia, che negli ultimi tempi ti ha addolcito la vita. Ancora ricordo quando da bambina mi raccontami le storie di Santa Rita, di San Giovanni Bosco e San Francesco. Mi dicevi di amare la natura, di non sfruttarla. Era bello quando mi mostravi le tue terre, che mi sembravano infinite. Non si trovano parole per condannare o forse per perdonare, questi gesti. Tu adoravi e seguivi Cristo, tendevi sempre le mani senza discriminare nessuno. Dalla tua morte viene fuori un grande messaggio: dare indiscriminatamente e sempre. Come tu hai fatto durante tutta la tua vita. Nella pace assoluta in cui sei ora siamo sicuri ritroverai il tuo Dio, e da lassù ci saprai perdonare».

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Vedeva e provvedeva «Giulio era una bella persona – ha detto nell’omelia don Luca Andreani – un uomo che ha conosciuto bene la fatica. Era appassionato della vita. L’agricoltura è stata la sua grande arte, che ha portato avanti sin da giovane. Per questo era stimato da tutti in città e anche nei paesi vicini, dove spesso, come ci ha rivelato suo figlio, veniva chiamato anche solo per avere un consiglio su un lavoro. Era capace di vedere e provvedere. Più che alle cose concrete poi, pensava a quelle immateriali, che durano nel tempo, dando sempre direttive e consigli giusti. E mi ricordo quando a Gabelletta c’era una strada che era tropo stretta, e lui ha donato un pezzetto del suo terreno per farla ingrandire. Era un uomo buono».

La religione di Giulio «A 20 anni Giulio – ha svelato don Luca – ha rischiato di perdere la vita in un incidente. Ma si è salvato e lui ha attribuito la sua salvezza a Santa Rita. Per questo aveva una forte fede, che ha portato avanti negli anni. La malattia poi lo aveva parzialmente fermato nelle sue attività, ma era riuscito a dominare anche questa situazione. Poi è caduto è caduto in questa assurda e tragica fine: i rapinatori sono scaduti nella disumanità, mentre la famiglia è stata sempre dignitosa nell’amore. La legge non potrà mai ridarci Giulio, ma c’è un’altra giustizia: non siamo orfani, abbiamo un Padre».

Interrogatorio Quasi in contemporanea con il funerale il pubblico ministero Barbara Mazzullo ha interrogato in carcere  Elvis Catalin Epure, dopo che gli altri due componenti della banda erano stati sentiti martedì. Il ventenne avrebbe risposto a tutte le domande del pubblico ministero.

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3 replies on “Terni, l’ultimo saluto a Giulio Moracci: «Adesso da lassù ci saprai perdonare ancora»”

  1. A Santa Rita credo anch’io, come alla Madonnina di Lourdes e a Gesu’ che suo Padre ha fatto ammazzare, purtroppo, ma credo che questi criminali vanno fermati, soprattutto con questa immigrazione selvaggia e basta alle associazioni , laiche o religiose “buoniste”, che aiutano i delinquenti a fare male e non aiutano chi veramente è buono e solidale e si sacrifica per vivere per la propria famiglia, con dignita’ e sacrificio di una vita del proprio lavoro onesto!!!!!!! Si ha diritto di vivere e morire in pace, non con violenza che portano gli immigrati delinquenti con la complicità del governo e anche della chiesa. Si ha diritto ad uscire con libertà e a vivere a casa propria liberamente senza paura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!E NON TOCCA SEMPRE DIFENDERSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. ho già commentato! Ma a quanto pare il mio commento come di altra gente non vi interessa!!!……………..

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