Si sono dati appuntamento alle 9 sotto il palazzo della corte d’Appello di Perugia con l’obiettivo di seguire tutta l’udienza per l’omicidio di Laura. Il presidio era composto da parenti e amici della donna uccisa a coltellate dal marito, dalla Rav, la Rete delle donne Antiviolenza e dalle associazioni Libera…Mente Donna e Terni Donne, parte civile nel processo insieme al Comune di Terni. Le associazioni hanno seguito l’udienza, che ha visto la conferma dei 18 anni inflitti in primo grado, per poi parlare tramite una nota.
Nessun ravvedimento «Nonostante sia reo confesso Sorgenti – si legge nella nota di Libera…mente donna e Terni Donne – non ha mostrato alcuna forma di ravvedimento, la difesa dell’imputato ha continuato a sostenere la motivazione della legittima difesa, l’omicida avrebbe risposto con 11 coltellate inferte sul corpo della moglie come reazione a un morso alla mano. Ancora una volta sono state usate parole denigratorie e infamanti nei confronti di Laura da parte della difesa dell’imputato che non si è fatto scrupolo di fare torbide considerazioni circa la vita privata della coppia. Si è parlato di ‘incidente esistenziale’ di cui l’omicida sarebbe in realtà vittima meritando pertanto la possibilità di ricostruirsi una vita, lui che la vita di sua moglie l’ha spezzata definitivamente».
Parole gravi «Parole ancor più gravi – prosegue la nota – se si considera che sono state pronunciate nei confronti di una persona che non ha più la possibilità di replicare ma che non stupiscono se proferite da chi si rivolge alla giuria popolare, composta in buona misura da donne, chiedendo di prendere le distanze dalle ‘donne ideologizzate’ e ricordando che esistono anche mogli e madri, rimandando ancora a un’immagine idealizzata della donna da letteratura trecentesca».
