di F.T.

Un colpo alla nuca e l’arbitro finisce ko. È successo lunedì sera in una partita amatoriale di calcio del campionato Uisp di Terni. Protagonista in negativo, uno fra i ventidue giocatori in campo, 25enne di Terni. Dopo essere stato espulso per proteste, ha sfogato la sua rabbia contro il direttore di gara e poi se n’è andato, armi e bagagli, come se nulla fosse.

Il fatto è avvenuto durante la partita fra Edilservice e AMR San Valentino, disputata al campo Terra Umbra di Maratta. Il primo tempo era filato via senza grossi problemi. Le ‘solite’ proteste che accompagnano le partite di ogni campionato, a cui non ci si fa neanche più caso. Roba ordinaria. Poi il patatrac: all’inizio della ripresa la squadra di casa è andata in gol. Secondo qualche atleta dell’AMR, durante l’azione il pallone aveva varcato la linea laterale. Un punto da annullare insomma, ma l’arbitro è rimasto sulla sua posizione.

‘Knockout’ L’atleta in questione, decisamente agitato, si è beccato un ‘giallo’ per proteste. Poi alla ripresa del gioco ha continuato ed è stato espulso. Proprio mentre l’arbitro si apprestava a scrivere sul taccuino gli estremi della sanzione, il ragazzo – ternano di 25 anni – lo ha colpito alla nuca. C’è chi parla di ‘pugno’ e chi di fendente assestato con forza, ma con la mano aperta.

Al pronto soccorso Al di là dei dettagli, di sicuro c’è che il ‘fischietto’ – un 32enne di Terni – è crollato a terra. I giocatori e i dirigenti delle due squadre hanno subito prestato i primi soccorsi, sincerandosi delle sue condizioni. Per consentirgli di riprendersi e rimettersi in piedi, sono serviti diversi minuti. Poi ha raggiunto l’ospedale di Terni dove è stato trattenuto in osservazione per 12 ore, con tanto ematoma – vistoso – fra la nuca e l’orecchio.

Gli arbitri La società AMR San Valentino si sarebbe già scusata verso gli avversari e il comitato Uisp di Terni, stigmatizzando l’accaduto. Lo stesso avrebbero fatto gli atleti e i tecnici, sul campo. Chi non riesce a darsi pace è Ernesto Venturi, il coordinatore del settore arbitrale Uisp Terni: «Sono sconcertato, deluso e amareggiato – commenta -. È l’episodio più grave che io ricordi. Siamo pronti a supportare il ragazzo in ogni azione, anche legale, che deciderà di sostenere. È ora di farla finita con queste situazioni e mi auguro che tutti ne prendano coscienza».

Il ragionamento si ‘allarga’ a quella che è l’attività arbitrale sui campi amatoriali: «Queste cose possono accadere ad ogni livello – osserva Venturi – ma è ancora più grave che si tratti di campionato Uisp, dove in teoria ci si dovrebbe divertire e basta. Invece ormai si punta a vincere con un agonismo che esula dalle finalità amatoriali. Per quanto riguarda gli arbitri, noi ci mettiamo tempo e passione per formarli e mandarli sui campi dove hanno a che fare con gente esperta, smaliziata, pronta a metterli in difficoltà. A volte basta un attimo di follia, come in questo caso, per vanificare tutto il lavoro che c’è dietro. Continuare in questo modo non ha molto senso. Serve un intervento deciso».

La Uisp Il comitato territoriale Uisp di Terni, la lega calcio Uisp e la commissione arbitrale «condannano quanto accaduto in occasione della partita di calcio Uisp disputata a Terni lunedì 7 aprile 2014, tra le squadre San Valentino ed Edilservice. La gara è stata, infatti, sospesa in seguito ad un violento colpo subito dall’arbitro, da parte di un giocatore del San Valentino». Secondo la Uisp «è giusto precisare che l’azione violenta è stata compiuta da un singolo giocatore, mentre gli altri rappresentanti della squadra del San Valentino (giocatori e dirigenti) tentavano di riportarlo alla calma».

Parte civile? Prendendo le distanze dall’accaduto e, «nel tentativo di dare un forte segnale di condanna dell’episodio ed affinché eventi del genere non si ripetano più», non si esclude «la possibilità di costituirsi parte civile, qualora seguiranno, oltre a quelle disciplinari sportive, conseguenze legali di natura civile e penale», perché «episodi del genere non rispecchiano lo spirito della Uisp di Terni che da sempre si impegna a favorire la pratica sportiva per tutti, all’insegna del sociale, dell’aggregazione, del rispetto dell’avversario e dell’arbitro».

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